La flessione registrata sui mercati nel primo trimestre del 2018 si è dimostrata temporanea, infatti i previsori ufficiali, in particolare la FED affermano che la prospettiva è in fase di miglioramento. Il comportamento del mercato è stato coerente con questa visione: i bond europei hanno recuperato gran parte delle perdite che hanno accumulato da inizio anno, anche i bond americani sono in trend positivo pur non raggiungendo i risultati di quelli europei. Le prospettive delle Banche Centrali rimangono improntate alla normalizzazione delle politiche.
Per quanto riguarda il livello di inflazione, i dati registrati nei mesi di febbraio e marzo non sembrano mostrare un’accelerazione, tranquillizzando il mercato su questo fronte.
 

 
Dal punto di vista politico, il protezionismo americano voluto dal Presidente Trump è la nuova minaccia a livello globale e, l’imposizione di una tariffa del 10% su alluminio e acciaio rischia di essere un pretesto per una guerra tariffaria. La speranza è quella di un’apertura verso il mercato cinese, senza degenerare in una battaglia che porterebbe ad un innalzamento del livello tariffario globale. Nel caso si dovesse verificare questo scenario la crescita e l’inflazione subirebbero forti ripercussioni.
Benoît Cœuré, membro direttorio della BCE, ha chiarito che la BCE di fronte all’eventuale minaccia protezionistica non può fare nulla contro l’innalzamento immediato delle tariffe, deve invece occuparsi degli effetti a lungo termine, negativi sulla crescita. Una guerra tariffaria allontanerebbe i rialzi, ma sarebbe positiva per l’andamento dell’obbligazionario.
 
Le azioni, a differenza delle obbligazioni, hanno subito le ripercussioni negative del newsflow. L’America è lo Stato ad aver perso maggiormente a causa del cambiamento continuo di posizione dell’iniziativa politica promossa da Trump, che si è riflessa in un aumento della volatilità dell’azionario americano, che per la prima volta nel 2018 ha superato la volatilità implicita e realizzata degli indici europei. Quest’anno l’Europa, non per meriti suoi, avrà margine di manovra per out performare.


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