Sostenibilità ed educazione finanziaria sono stati due temi chiave del Salone del Risparmio 2018, tenutosi a Milano dal 10 al 12 aprile. Mai come oggi, le scelte del singolo, nella vita di tutti i giorni come negli investimenti, incidono sul futuro del pianeta. La consapevolezza però non basta. Serve competenza finanziaria di base. Che, in Italia, non è ancora abbastanza diffusa.
 
Gli accordi sul clima tra Usa e Cina

La sostenibilità finanziaria si accompagna sempre più spesso con quella ambientale. Dalle strategie dei governi a quelle dei piccoli investitori, nessuno può più ignorare l'impatto che le proprie azioni hanno sul pianeta. La presidenza Trump ha scardinato il fronte comune costituito con la firma degli accordi di Parigi sul clima. Difficilmente gli Stati Uniti raggiungeranno l'obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra del 26-28% entro il 2025. L'altro grande Paese inquinante, la Cina, ha invece intrapreso un percorso virtuoso, con investimenti crescenti nelle energie rinnovabili: Pechino è ormai la locomotiva mondiale del fotovoltaico e ha varato un piano che penalizza le imprese che producono emissioni oltre il limite.
 

I passi avanti dell'Europa

L'Europa si è impegnata da tempo per ridurre le emissioni. A inizio 2018, il Parlamento europeo ha approvato i nuovi obiettivi vincolanti: prevedono di aumentare l’efficienza energetica del 35% entro il 2030, con le fonti energetiche rinnovabili che devono rappresentare il 35% dei consumi. Non solo: la Commissione nei prossimi mesi valuterà se includere i rischi associati al clima e ad altri fattori ambientali nelle politiche di gestione dei rischi e di calibrare eventualmente i requisiti patrimoniali delle banche. La sostenibilità ambientale entrerebbe così a tutti gli effetti nel bilancio degli istituti. Un'attenzione al green che gli italiani dimostrano di gradire: nei primi due mesi del 2018 sono cresciute le installazioni di impianti per la produzione di energia pulita. Senza dimenticare che le nuove generazioni si confermano più sensibili al tema.
 

Educazione finanziaria e sostenibilità

La maggiore consapevolezza di istituzioni e cittadini è senza dubbio un passo avanti. Ma è anche un elemento che crea complessità. Per cogliere l'opportunità è quindi necessario avere una maggiore educazione finanziaria. Non per azzardare investimenti “fai da te” ma, prima di tutto, per riconoscere gli operatori affidabili e specializzati. Se gli italiani sono ben disposti nei confronti dei temi green e degli investimenti sostenibili, faticano a tenere il passo di un'adeguata educazione finanziaria.  Le istituzioni si stanno muovendo: un emendamento al decreto “Salva Risparmio” del 2017 ha stanziato 1 milione di euro e istituito il Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria. E il 16 aprile è andato online “Quello che Conta”, il portale per l'educazione finanziaria battezzato dalla Banca d'Italia. “Offre ai cittadini una fonte informativa autorevole, semplice, rigorosa e indipendente, per aiutarli a prendere decisioni consapevoli nel campo della finanza personale e familiare, dell'assicurazione e della previdenza”. Iniziative come questa sono fondamentali per recuperare il terreno perduto: nonostante le famiglie italiane investano in attività finanziarie 4.200 miliardi, diversi studi (da Standard & Poor’s all'Ocse), indicano infatti l’Italia come fanalino di coda sulla conoscenza di temi economico-finanziari. 


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