L’ultimo dato sul lavoro americano è stato buono. La creazione occupazionale è in forte sviluppo, nel mese di febbraio sono stati creati oltre 300.000 posti di lavoro. Il timido accenno di un aumento salariale sembra essere svanito, infatti l’ultimo dato sulla crescita dei salari orari è stato inferiore alle attese. Questa situazione riporta al paradigma di Goldilocks, ossia all'idea di una crescita senza inflazione. A questo proposito si prevede che gli esiti comunicati ad aprile relativi al mese precedente mostreranno un incremento di inflazione.
 
Nel resto del mondo i dati non hanno ottenuto risultati così brillanti, in particolare in Europa dove gli indici di sorpresa economica sono stati deludenti. Situazione che porta a considerare le attività delle Banche Centrali. Nel corso dell'ultima riunione la BCE ha comunicato un tono più hawkish nel modo in cui sono intese le variazioni al quantitative easing. La FED attende le prime parole di Powell da Presidente. In questo momento sia la FED che il mercato sono sui tre rialzi nel 2018 e secondo le dichiarazioni del neo Presidente non è impossibile vedere quattro rialzi come mediana delle proiezioni che la FED fa dei tassi che essa stessa pone. Una FED al margine più hawkish rispetto quanto prezzato dal mercato. 
 
Sono arrivate le tariffe su acciaio e alluminio promesse da Trump e si è costituita una lista di Paesi esenti da queste imposte in particolare Canada e Messico alle quali si è aggiunta anche l’Australia. L’Unione Europea, per rispondere ai dazi istituiti dall’amministrazione americana, ha intenzione di adire al WTO. Tema che si intreccia con le nomine nel Consiglio americano, visto che il capo dei consiglieri economici di Trump, Gary Cohn, si è dimesso proprio sul dibattito tariffario.

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