Nel mese di novembre, sul piano macroeconomico i trend si confermano positivi e si assiste a un’interessante crescita sincrona, estesa a tutte le principali aree economiche. In particolare, i più recenti indici di sorpresa economica sono un territorio positivo per tutte le aree. L’ultimo dato sul mercato del lavoro americano è stato invece parzialmente deludente, soprattutto dal punto di vista della creazione di ricchezza salariale.

Questo ci rimanda all’ormai annoso tema dell’assenza di inflazione, nonostante il mercato del lavoro sia ormai a pieno impiego. Nel corso del mese di settembre, Janet Yellen ha commentato questo fenomeno come un vero e proprio mistero, che dal nostro punto di vista presto si chiarirà, consentendoci di vedere il ritorno a tassi di inflazione più vicini all’obiettivo del 2% sul finire del 2017 e soprattutto nei primi mesi del 2018.

Sullo scenario europeo, le manovre di Draghi nel corso del mese di ottobre sono state accolte con favore dai mercati. In particolare, l’allungamento del QE nel 2018. Molto interessante la strategia di Draghi che punta ad enfatizzare il programma di reinvestimento dei bond ed è riuscita ad allontanare ulteriormente l’idea che il mercato si è fatto rispetto alla normalizzazione dei tassi.

Tornando in America, abbiamo assistito alla nomina del nuovo chairman della FED Jerome Powell, che prosegue sull’onda della continuità: una persona molto esperta nel settore privato, meno forte dal punto di vista della politica monetaria. L’attenzione ora si concentra quindi sulla nomina del suo vice, ed è lecito attendersi una persona con grande esperienza sulla politica monetaria.
Questa congiunzione tra le manovre di Draghi - che sono state interpretate come molto accomodanti dai mercati - e la nuova nomina alla FED, si è espressa con un rafforzamento del dollaro, su cui hanno impattato anche le nuove dichiarazioni rispetto al programma fiscale.

L’impianto della manovra è molto simile a quanto atteso, per cui prevedrà una tassazione ridotta per le imprese e per le famiglie e l’entrata in vigore delle modifiche su un quoziente di deduzione fiscale, soprattutto per quanto riguarda la parte di interessi passivi per l’indebitamento societario.
Ma nel complesso, con buona probabilità, nel corso dei prossimi mesi il programma fiscale verrà approvato da parte del Congresso Americano.

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