Sul fronte economico si registrano dati abbastanza confortanti per l’Europa. Quelli registrati nel mercato giapponese restano in linea con le aspettative, mentre in USA si confermano più deboli. Ad esempio, la crescita del prodotto, durante il primo trimestre, si è stabilita sullo 0,7 annualizzato.

Queste evidenze alimentano preoccupazioni nel mercato in funzione di una sostenibilità della ripresa. I Bond hanno registrato una buona fase di miglioramento, ma nonostante questo, la FED si è espressa a favore del proseguimento della ripresa. Questo passaggio è stato perciò considerato alla stregua di una piccola fase negativa destinata a essere assorbita velocemente.
Resta basso, invece, il prezzo del petrolio, che si attesta, per adesso, tra i 40-60$ al barile. Una stabilità su questi livelli potrebbe evitare preoccupazioni di mercato.

Il mese di maggio è stato segnato principalmente dagli avvenimenti politici in Europa. Le presidenziali francesi, hanno visto, fin dal primo turno, una buona impostazione per i mercati. La vittoria di Macron segna, infatti, un’importante inversione di tendenza. Il candidato, che correva senza un forte partito tradizionale alle spalle, avanza uno spirito profondamente europeista, elemento di non poco conto, considerando che da molto tempo, la Francia, non conosceva un presidente che ponesse al centro dei suoi obiettivi l’Unione Europea.   
Il secondo appuntamento per la politica d’oltralpe è quello di giugno, in vista delle elezioni della Camera Bassa. La vittoria di Macron riuscirà a fare da traino per la costituzione di una maggioranza di governo?

Per l’Italia, questa vittoria rappresenta un pericolo scampato. Marine Le Pen e il sentimento antieuropeista avrebbe potuto rappresentare un ostacolo importante per la ricucitura di un assetto europeo. Il percorso di recupero verrà segnato comunque dall’esito di un secondo scontro elettorale, quello in Germania, dove si attendono le elezioni nel prossimo autunno e dalle elezioni italiane del 2018.