Il nostro Paese ha bisogno in fretta di un piano di educazione finanziaria completo e affidabile, come ha spiegato anche il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan: “l'Italia registra un forte ritardo nel livello di consapevolezza finanziaria dei cittadini. Sono fiducioso che già quest'anno partirà la Strategia nazionale di educazione finanziaria”. Un progetto che, secondo indiscrezioni, avrà molte frecce al suo arco: un portale nazionale, la formazione dei docenti e la definizione di format radiotelevisivi per raggiungere sia le scuole sia gli adulti, oltre che per intercettare determinati segmenti della popolazione, caratterizzati per esempio da un alto livello di vulnerabilità finanziaria.
 
Italia fanalino di coda in Europa secondo Standard & Poor’s

Secondo quanto rilevato dalla ricerca Global FinLit Survey condotta nel 2014 su 140 Paesi da Standard & Poor’s, gli italiani adulti hanno un livello di educazione finanziaria decisamente basso. Per la precisione occupano l’ultimo gradino della classifica europea, con solo il 37% degli adulti che sanno rispondere ad almeno tre domande su cinque riguardanti concetti base dell’economia e della finanza come l’inflazione, la diversificazione del rischio, l’interesse semplice e quello composto. Anche i giovani italiani faticano molto in questa materia: l’indagine OCSE-PISA del 2012 ha indicato che i quindicenni italiani sono gli ultimi tra quelli dei Paesi OCSE in termini di conoscenze finanziarie.
 
L’educazione nelle scuole non basta

Ma secondo alcuni economisti del settore i piani di alfabetizzazione finanziaria per i più giovani non sempre sono efficaci. Americani e inglesi hanno una “financial literacy” molto più alta della nostra, eppure sono migliaia i risparmiatori danneggiati dalla crisi dei mutui subprime. Inoltre, è emerso di recente che oltre un terzo delle spese che gli americani hanno nel campo degli investimenti è dovuto al margine chiesto dagli intermediari per la loro consulenza. Una spesa che si potrebbe tranquillamente evitare, se davvero possedessero le conoscenze base dell’universo finanziario. Piuttosto, sostengono diversi esperti, è necessario un percorso sia teorico sia pratico sui molti temi della finanza, momenti di incontro e di riflessione su misura per diversi target, anche per gli adulti, oltre a formazione continua e coinvolgente.
 
La proposta di Pictet: Top Advisor

Proprio per diffondere la cultura finanziaria, la consapevolezza degli strumenti del risparmio gestito e delle competenze che servono per valutare un portafoglio, Pictet ha lanciato Top Advisor, che scatterà il 2 maggio e si concluderà il 31 marzo 2018. Il concorso permette di misurare le proprie capacità nella gestione di un portafoglio di investimento ed è pensato per tutti gli utenti italiani con almeno 18 anni, che potranno concorrere in una delle tre categorie previste: professionisti degli investimenti, studenti universitari e privati.

Come partecipare a Top Avisor?

Per ricevere maggiori informazioni e per registrarsi al concorso è sufficiente cliccare sul sito www.topadvisor.it, definire il proprio nickname, costruire il portafoglio iniziale e iniziare a investire la propria somma virtuale.

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