I tre principali temi del mese di febbraio sono: crescita economica, dialogo tra amministrazione americana e Fed e infine revisioni del commercio mondiale con il ritorno a rischio ridenominazione dei titoli di Stato in area Euro.

Partendo dalle evidenze economiche, si registra una crescita occupazionale del mercato americano a fronte, però, di una crescita salariale ancora sottotono. Per la Fed si fa preoccupante, invece, il tasso di sottoccupazione, dato in controtendenza rispetto al quadro di piena occupazione e stabilità dei prezzi pressoché raggiunti e che la stessa Fed registra.
 

Questo introduce un tema altrettanto importante: il dibattito tra Fed e amministrazione Trump. L’economia sta viaggiando in maniera costante e non ha bisogno di nuovi stimoli secondo la Banca Centrale americana, ma l’amministrazione, che sta attuando il programma elettorale con fede, propende invece per lo stimolo fiscale dei tagli sulle tasse.

Tale scenario innesca un secondo tipo di tensione: la regolamentazione finanziaria. È evidente una separazione tra alcuni soggetti dell’amministrazione e la Banca Centrale sugli impegni in sedi internazionali. Al centro, in particolare, la regolamentazione delle istituzioni finanziarie americane, soggette ad una spinta protezionistica.

Sul tema del commercio internazionale proseguono le tensioni e le dichiarazioni in merito alle imposizioni di dazi e tariffe, che sui mercati emergenti hanno sortito effetti importanti nel corso del 2016. Nelle prime settimane del 2017 abbiamo assistito, invece, a un netto assorbimento di questo colpo da parte delle economie emergenti.

Altro tema è il rischio di ridenominazioni in area Euro. Lo spread tra i BUND e BTP, e tra BUND e titoli di stato francesi OAT è tornato a salire. Per i BTP parliamo di oltre duecento punti base sulla scadenza a dieci anni. I fattori sono diversi.
  1. Politica: si attendono tornate elettorali importanti in Europa: a marzo in Olanda, aprile e maggio le elezioni in Francia e le possibili italiane e, a chiudere, le elezioni tedesche del prossimo autunno.
     
  2. Il secondo riguarda il dialogo tra Unione Europea e Italia sulla tenuta dei conti pubblici e in generale sull’impegno della Banca Centrale Europea sul fronte del Quantitative Easing.

In questo scenario piuttosto complesso, la volatilità non desta segnali preoccupanti, almeno sul breve termine. Questa può sembrare una sottovalutazione del mercato rispetto al rischio attuale, che oggi non si manifesta come un problema, ma che potrà esserlo in futuro.

Hai perso i precedenti aggiornamenti sui mercati finanziari? 
Leggi anche:

Mercati finanziari: l'analisi del mese di Gennaio | di Andrea Delitala
 
​​​