Oggi, in occasione della tappa milanese, i Roadshow Pictet sono per la prima volta in diretta sui canali  Facebook e Twitter ufficiali di Pictet Asset Management Italia. Ne approfittiamo per fare il punto su questo fortunato format, insieme a Daniele Cammilli, Head of Marketing & Client Servicing Pictet AM Italia.

Quali saranno le prossime tappe? Quale tipo di contributo daranno i relatori e qual è, in generale, il valore di momenti di unione e confronto come questi? 

Pochi giorni fa è partito all’insegna di un grande successo di pubblico il Roadshow invernale di Pictet, che si articolerà in 22 tappe su tutto il territorio italiano fino alla fine di Marzo.
Nelle prime tre tappe di Bari, Napoli e Catania, abbiamo incontrato più di 300 professionisti della consulenza, proponendo le nostre analisi in termini di economie, mercati e asset allocation, fornendo altresì le nostre soluzioni d'investimento da preferire in questa complessa fase con la clientela finale.
Per i consulenti finanziari e private bankers italiani il Roadshow Pictet è ormai divenuto sinonimo di qualità: è un momento di ascolto e di confronto importante con i nostri partner distributivi e un salutare "reality check", che ci consente di affinare costantemente il nostro servizio di consulenza. È fondamentale, per un settore in rapida trasformazione come il nostro, avere occasioni di ascolto delle reali esigenze professionali dei nostri partner, per comprendere al meglio le dinamiche trasformative in atto e anticipare il cambiamento per quanto possibile. In occasione della tappa milanese, per la prima volta in questo roadshow utilizziamo i nostri canali social Pictet AM Italia (Facebook Twitter) per trasmettere una diretta e consentire a chiunque lo desideri di partecipare “live”: il segnale del nostro impegno costante per “attualizzare” le nostre modalità di interazione rapportandole agli immensi cambiamenti che stanno interessando la sfera della comunicazione, grazie alle opportunità offerte dal mondo digitale. L’obiettivo è offrire una esperienza di Pictet a 360°, dinamica e interattiva, in cui il feedback di tutti i nostri stakeholder rappresenti il punto di partenza dei nostri sforzi di miglioramento futuro.
 

Parlaci dell’evoluzione dei Roadshow nel tempo e raccontaci che ruolo hanno oggi - anche alla luce delle precedenti edizioni - nella strategia di Pictet

Sono passati ormai oltre dieci anni dal primo roadshow Pictet dedicato a promotori finanziari e private bankers e ricordarlo mi fa molto effetto: è come vederlo in bianco e nero. Avevamo solo due eventi l’anno, a Roma e a Milano, raccoglievamo le iscrizioni via fax (NB: via fax!) e l’organizzazione dell’evento durava settimane, per non dire mesi. Ci sembrava di correre per stare dietro alla mole di lavoro legata all’organizzazione dell’evento, ma in realtà avevamo tutto il tempo necessario a fare le cose con calma, verificando la qualità di ogni particolare legato all’evento. Proprio l’attenzione alla “qualità” ci ha permesso di fare del roadshow una delle chiavi del successo della nostra strategia di marketing; qualità dei contenuti, dei relatori e cura dei dettagli, per una macchina organizzativa ormai permanente, che conta oltre 70 incontri all’anno. Oggi con lo stesso entusiasmo e dedizione di allora.   

Nel corso degli ultimi vent’anni,​ Pictet è stata in grado di percepire trend e cambiamenti della società e ha saputo cogliere le visioni delle nuove tecnologie. Cosa ci attende adesso e qual è l’atteggiamento da adottare nei confronti della grande rivoluzione di cui tutti siamo partecipi?
 
Cambiamento è una parola fondamentale nella strategia di Pictet. Perché dal cambiamento nascono le minacce, ma anche e soprattutto le opportunità. Alcuni potrebbero pensare che cambiamento mal si coniughi con la tradizione secolare di Pictet, ma è proprio la tranquillità dovuta a due secoli di tradizione (stabilità) al riparo da possibili conflitti di interesse (indipendenza) nell’unica attività di gestione dei patrimoni per clienti privati e istituzionali (specializzazione) a rappresentare il terreno fertile per la nascita di innovative idee di investimento che consentono di cogliere le opportunità offerte dal cambiamento fin dalle sue fasi iniziali, quando non sono ancora evidenti alla maggioranza degli investitori.
 
Questo approccio ci ha consentito di lanciare innovativi prodotti tematici legati alle biotecnologie già nel 1995, all’acqua nel 2000, alle risorse forestali nel 2008 fino al recente comparto legato alla robotica nel 2015, agli albori di grandi dinamiche evolutive (Megatrend) destinate a modificare le nostre vite e il Mondo in cui viviamo. Un atteggiamento curioso, privo di paure nei confronti del cambiamento, ma analitico e approfondito, è ciò che consente di vedere in anticipo e affrontare le grandi sfide del futuro, cogliendone le opportunità e valutando al contempo l’impatto e la sostenibilità degli effetti delle proprie scelte di investimento.