Settembre: si riaprono le scuole. Bambini e ragazzi riprendono la marcia sulla strada della conoscenza. E la conoscenza è il miglior strumento di autodifesa che le nuove generazioni abbiano a disposizione per costruire il loro futuro.

La pensa così anche l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), dalle cui indagini emerge che l’Italia è il fanalino di coda tra i Paesi membri, con tassi di alfabetizzazione finanziaria in alcuni casi molto più che dimezzati rispetto a Paesi come la Germania, la Svizzera, gli Stati Uniti, la Nuova Zelanda e l’Australia.
Secondo l’Ocse "la non consapevolezza è indice di non razionalità e quindi di cattive scelte che inducono sempre più a pensare alla giornata senza costruire nulla per il futuro".

Secondo la definizione dell’OCSE, “l’educazione finanziaria è un processo attraverso il quale i consumatori, risparmiatori, investitori migliorano le loro capacità di comprensione dei prodotti finanziari e dei concetti che ne sono alla base e, attraverso istruzioni, informazioni, consigli, sviluppano attitudini e conoscenze atte a comprendere i rischi e le opportunità di fare scelte informate, per migliorare il proprio stato e il livello di protezione”. Ne consegue che l’educazione finanziaria deve diventare un investimento culturale basilare per gli studenti che si trovano oggi a dover fronteggiare situazioni e scelte finanziarie più impegnative di quelle vissute alla stessa età dai loro genitori.

In questi ultimi anni sono partite una serie di iniziative da parte degli attori del nostro sistema finanziario per approcciare le scuole sul tema dell’educazione finanziaria.

La “Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio” è attiva con diversi progetti e anche il MIUR ha emanato una circolare di offerta formativa.

In tale ambito voglio evidenziare il progetto Economic@mente – metti in conto il tuo futuro erogato dai formatori di Anasf, che prevede un interessante percorso formativo volto ad insegnare agli studenti del terzo, quarto e quinto anno delle scuole superiori di secondo grado, a:
  1. Conoscere l’evoluzione e i cambiamenti repentini di questi ultimi decenni e l’introduzione ai cicli di vita (cenni di demografia)
  2. Esporre i propri obiettivi di vita e comprendere come investimento e indebitamento siano passaggi fondamentali per realizzare tali obiettivi
  3. Conoscere le forme di protezione per il presente e per il futuro
  4. Comprendere l’importanza di farsi aiutare da un consulente nella pianificazione dei propri obiettivi di vita.
In conclusione, l’educazione finanziaria nelle scuole può produrre anche benefici “indiretti” per le famiglie: i giovani possono trasmettere in maniera più o meno volontaria le abilità e il senso di familiarità acquisiti anche ai genitori e contribuire ad una generale crescita del bene comune.
Mario Martino
Financial advisor
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