L’estate 2016 è trascorsa con mercati ben impostati, l’azionario in salita ma senza strappi, obbligazioni e valute tutto sommato stabili.

La posizione delle Banche Centrali 
Le politiche monetarie contano ancora tantissimo e infatti lo scenario di stabilità è stato tale fino a che non si sono pronunciate le Banche Centrali, che continuano a dominare la scena. Tuttavia ci si aspettava di più da parte del mercato, in realtà dopo l’astensione della Banca Centrale giapponese anche la Fed si è mostrata aggressiva e sembra seriamente orientata ad effettuare i rialzi dei tassi, cosa che verosimilmente accadrà a dicembre.
 
Dalla politica monetaria ad un’altra politica
L’atteggiamento di Draghi nell’ultima riunione di settembre dimostrerebbe un esaurimento dei mezzi in politica monetaria, un fatto che potrebbe chiamare in causa la politica fiscale, che però difficilmente si può fare in Europa e bisogna quindi guardare agli USA, dove tuttavia ci sono le elezioni ed ora ancora più incertezza per la questione delle condizioni di salute della Clinton. Non è quindi chiara la transizione da una spinta di politica monetaria a una spinta di qualche altra politica: il mercato rischia di risentirne, soprattutto per quanto riguarda le obbligazioni, e potrebbe diventare ancora più vulnerabile in caso di colpi dei banchieri centrali ai politici, con ricadute anche sull’azionario.