«La sostenibilità ha un ruolo centrale nel nostro modo di pensare. Fin dalla fondazione del Gruppo Pictet, 210 anni or sono, abbiamo sempre mirato ad assicurare a lungo termine la prosperità dei nostri clienti». Sono le parole di Renaud de Planta, presidente del Sustainable Investment Board del Gruppo Pictet. Facendo attenzione al benessere dei clienti e all’impatto ambientale delle scelte economiche, Pictet promuove con le sue strategie il senso di responsabilità verso il mondo in cui viviamo.

 
Si parte dalla scelta degli investimenti giusti. Per far sì che l’economia globale segua un modus operandi più sostenibile, infatti, non solo servono politiche chiare ma soprattutto investimenti in nuove tecnologie e servizi con minore assorbimento di risorse. Anche perché oggi la sostenibilità è diventata una scelta d’investimento redditizia, che sta attirando un numero crescente di soggetti privati e istituzionali con orizzonti a lungo termine.
 
È così che Pictet non solo soddisfa gli obiettivi finanziari dei clienti, ma fuga anche ogni preoccupazione riguardo alle problematiche ambientali, sociali e di governance. Con questo obiettivo nel 2007 ha aderito ai principi delle Nazioni Unite per gli investimenti responsabili (UN PRI). Ed è anche rappresentata nel board dell’Institutional Investors Group on Climate Change (IIGCC), un forum costituito da 100 investitori istituzionali e asset manager impegnati nella ricerca di soluzioni per il cambiamento climatico.
 
Gli investimenti di Pictet vengono focalizzati su temi e settori ambientali. È dal 1997 che Pictet Asset Managemet ha iniziato a interessarsi degli investimenti sostenibili diversificati, selezionando le aziende di qualità con responsabilità aziendale superiore. La strategia è quella di promuovere società che sono impegnate nelle fonti di energia low carbon, nel cibo sano e nelle apparecchiature per la salute. Evitando invece quelle attive nel cosiddetto «cibo spazzatura» o nel settore del tabacco. Non solo. Il Gruppo Pictet non investe in aziende coinvolte nelle armi controverse, cioè le armi che causano danni indiscriminati ed eccessivi, come le munizioni a cluster, le mine anti-uomo, le armi chimiche e biologiche.

Il fondo Water è il primo fondo lanciato nel 2000, che nel frattempo è diventato anche quello più grande: il portafoglio comprende aziende che traggono circa due terzi dei loro ricavi da attività collegate all’acqua. La strategia offre agli investitori una sintesi di azioni difensive e di tipo growth con potenziale a lungo termine. Il fondo Clean Energy, invece, dal 2007 offre l’opportunità di investire in imprese che contribuiscono alla transizione verso una economia low carbon. Non solo: Pictet gode anche di un fondo specializzato nel legno, il fondo Timber, nato nel 2008; oltre a un fondo Agriculture, focalizzato sulle imprese che forniscono soluzioni per il miglioramento delle pratiche agricole. Nel 2010, la gamma di prodotti azionari tematici è stata ampliata poi con il lancio di Pictet-Environmental Megatrend Selection, che investe nelle aziende con le “idee migliori” per affrontare le sfide globali.
 
Va ricordato inoltre che i fondi Sustainable Equities di Pictet rispettano il Codice europeo sulla trasparenza degli investimenti sostenibili e responsabili (SRI), una iniziativa lanciata nel 2004 da Eurosif, la principale organizzazione paneuropea non profit che promuove la sostenibilità dei mercati finanziari europei.
 
Ma non è finita qui. Il Gruppo Pictet non solo applica la sostenibilità ai suoi investimenti ma anche a se stesso. Il nuovo edificio della sede centrale di Ginevra, completato nel 2006, è stato ottimizzato in termini di condizioni ambientali, di lavoro e sociali. Con misure specifiche per il risparmio di energia, acqua e carta, oltre che per la produzione e il consumo di energia pulita. La struttura è una delle più grandi installazioni di solare termico in Europa. Dal 2015, Pictet offre ai propri collaboratori di Ginevra ben 56 stazioni di ricarica per le auto e le biciclette elettriche. E per ridurre ancora di più l’inquinamento dovuto agli spostamenti, dal 2010 ha triplicato il numero di videoconferenze.
 
Il Gruppo finanzia anche un progetto di conservazione delle foreste nello Zimbabwe settentrionale. Nel 2008 ha dato vita a un premio fotografico dedicato alla sostenibilità ambientale e nel 2009 ha costituito una fondazione di beneficenza. Perché il mondo in cui viviamo è di tutti, e ognuno può fare la sua parte.