Gestendo sul mio Blog anche una rubrica online per “Portafogli Affranti”, mi trovo spesso a contatto con la realtà del risparmiatore medio, che ha bisogno di risposte certe, scritte in un linguaggio semplice, senza tecnicismi di nessun genere, che sono utili, di solito, solo agli addetti del settore.
 
Anatomia di una truffa

Giacomo è un signore di mezza età, con una famiglia, un conto corrente, alcune obbligazioni della sua banca, alcuni fondi comuni (dieci anni fa aveva dei titoli di stato), qualche azione italiana in leggera perdita e un computer. E navigando nel mare di internet, si informa, controlla il suo estratto conto, legge notizie economiche, impara nuove parole che diventano d’uso comune come “spread” e sente che tutti si lamentano perché “in banca non ti danno più niente” e forse “è meglio tenere i soldi sotto il materasso”.
 
Un giorno finisce su un portale di economia e finanza, pieno di banner pubblicitari - raffiguranti esseri umani sorridenti che riescono a guadagnare soldi nel tempo libero, investendo in totale sicurezza – clicca per curiosità e compila un modulo con i suoi dati, per ricevere un e-book gratuito per imparare a fare trading online.
Dopo qualche tempo riceve una chiamata sul suo cellulare da un numero strano. Dall’altra parte, la voce di un sedicente dottore che si qualifica esperto di finanza, lo interroga sulle sue conoscenze in ambito “forex”, aggiungendo subito che con pochi soldi si possono fare grandi guadagni sicuri.
Il “con pochi soldi” unito a “grandi guadagni sicuri”, ha un effetto particolare sul genere umano. Anche su Giacomo, che dopo alcuni “ma”, accetta di mettersi davanti al computer, digitare il nome del sito indicato e di compilare alcuni dati. Ora deve solo versare 100 euro con la sua carta e “in pochi minuti potrà capire come si fanno i veri soldi”. E il preoccuparsi di sapere a chi sono stati dati quei soldi passa molto in secondo piano, rispetto a sapere perfettamente che il “coefficiente core tier 1” della sua banca è solo nella media e questo lo preoccupa un po’.
Sta di fatto che quei 100 euro diventano 150. Tanto che, ad una nuova proposta della stessa persona di un investimento con un rendimento garantito a due cifre, Giacomo aderisce versando 5 mila euro.

Ogni giorno Giacomo guarda il saldo sulla sua pagina personale nel sito indicato e lo vede crescere. “Facevano tutto loro”, racconta. Poi un giorno arriva una mail che dice in sostanza: “hai investito 5000 euro e sono diventati 25.000. Hai guadagnato 20.000 euro che ti restituiremo entro 48 ore dalla ricezione del bonifico per la copertura del capital gain pari al 26% della plusvalenza: ovvero 20000 x 26%= 5.200 euro, che bonificherai sempre sullo stesso conto dell’altra volta”.
Qui Giacomo inizia a farsi alcune domande. Si chiede perché deve tirare fuori altri soldi e perché l’imposta del capital gain non possa essere prelevata direttamente dal conto. E i dubbi si trasformano in certezze con il passare dei giorni, quando scopre che il sito in questione è di proprietà di una società non autorizzata in Italia dalla Consob, creata solo l’anno prima, con sede a Londra in una struttura di uffici temporanei (dove esistono altre 20.000 società domiciliate), con numeri di telefono in Voip noleggiati. La società è stata creata online e ha un Director che è residente nelle isole Seychelles. Dopo pochi mesi il sito sparirà così come i 5000 euro di Giacomo.
 
Tre consigli per neutralizzare una truffa
 
Il caso di Giacomo non è isolato e molte volte chi cade in questi tranelli non ne parla e non sporge neanche denuncia.
In un periodo di tassi negativi come quello attuale, è comprensibile che la voglia di ottenere rendimenti maggiori, spinga il risparmiatore verso proposte “indecenti”.
  1. Per evitare di rimanere scottati, il consiglio è prima di tutto quello di non farsi attrarre da rendimenti mirabolanti e dal facile raggiungimento. I rendimenti garantiti, nei pochi casi realmente previsti, devono essere chiaramente indicati nella documentazione contrattuale, che deve essere conforme ai dettami della normativa del settore.
  2. In secondo luogo, è importante verificare l’attendibilità dell’intermediario che ci propone un investimento. Nel sito della Consob, l’autorità italiana per la vigilanza dei mercati finanziari, è possibile verificare se una società è realmente autorizzata alla prestazione di servizi di investimento in Italia. Nel caso dei Consulenti Finanziari, l’organismo di vigilanza e tenuta dell’albo unico dei Consulenti Finanziari è l’OCF che tramite il suo sito permette di verificare se un Consulente è effettivamente iscritto all’albo e che quindi ne possiede i requisiti di ammissibilità.
  3. Riguardo agli investimenti è importante anche verificare a chi si versano i propri soldi. Nei casi delle truffe suddette, vengono utilizzati di solito conti in banche estere, intestati a nominativi di aziende per nulla connesse con la società o sito internet proponente.
L’importanza dell’educazione finanziaria

In questo contesto non proprio semplice, una corretta educazione finanziaria può aiutare il risparmiatore prima di tutto ad evitare potenziali trappole, affidandosi ad intermediari e a professionisti del settore autorizzati e regolamentati.
 
Ed il professionista che affianca il risparmiatore, deve diventare il referente per le sue esigenze e i suoi obiettivi di vita, aiutandolo a passare dalla voglia di speculazione alla necessità dell’investimento.
Perché, come disse Fred Schwed Jr. “La speculazione è il tentativo di trasformare una piccola somma in una fortuna. L’investimento è il tentativo di impedire a una fortuna di tramutarsi in una piccola somma."
Federico Ferro
Personal Financial Advisor
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