Il benessere e la sostenibilità alimentare, temi cardine di Expo Milano 2015, sono stati anche il fulcro del convegno speciale organizzato ieri da Pictet Asset Management, per provare a trovare una soluzione a una questione piuttosto delicata: come garantire cibo per una popolazione mondiale in continua crescita, nel rispetto del pianeta e dei suoi equilibri?
La tavola rotonda, dal titolo “Sostenibilità ambientale e benessere alimentare: una buona ricetta per il wellness finanziario degli italiani”, ha esaminato la questione da diversi punti di vista: benessere alimentare, sostenibilità ambientale e wellness finanziario.

Al cospetto di una platea di circa un migliaio di persone, composta prevalentemente da promotori finanziari e private banker, si sono susseguiti gli interventi di Luca Di Patrizi, Country Head Italia di Pictet Asset Management, Luciano Diana, Senior Investment Manager di Pictet Asset Management, Nino Tronchetti Provera, fondatore e managing partner di Ambienta Sgr e Oscar Farinetti, patron di Eataly. A coordinare interventi, dibattiti e tavola rotonda è stata l’autorevole presenza di Andrea Cabrini, Direttore di ClassCnbc (Sky 507) e ClassTv e Condirettore di MilanoFinanza.
 
Le tematiche
I temi del convegno hanno fatto emergere ancora una volta la stretta relazione tra sostenibilità ambientale e benessere alimentare poiché, come ha sottolineato Farinetti, la qualità del cibo è strettamente legata alla qualità del territorio su cui viene prodotto. 
La sostenibilità ambientale è un aspetto che ha ormai assunto una tale importanza da rientrare anche tra gli obiettivi che le Nazioni Unite si sono poste come traguardo per questo millennio, insieme ad altre importanti sfide aperte a livello mondiale: d’altra parte, per indirizzare l’economia globale verso un modus operandi più sostenibile sono necessari ingenti investimenti in nuove tecnologie e servizi che consentano un minor consumo di risorse: in questo senso il settore dell’asset management può rappresentare un potente catalizzatore, agendo da cinghia di trasmissione tra il risparmio privato e l’economia reale, convogliando risorse finanziarie verso aziende che adottano comportamenti virtuosi in termini ambientali, sociali e di governance.

I punti da risolvere, in quest'ambito, non riguardano solo la quantità di risorse naturali, ma anche la loro qualità. A fronte di questi problemi, la domanda fondamentale è se sia più opportuno investire oggi o aspettare. L’opinione di Pictet è che il momento giusto sia adesso e, a supporto di questa teoria, nel corso dell'evento Expo, sono state messe in luce tre megatendenze differenti ma legate da uno stesso filo conduttore: la sempre maggiore coscienza dell’importanza di questi temi, in particolare tra i giovani.
 
1) Consapevolezza
I politici ne stanno prendendo atto, i governi si muovono e, in generale, il quadro normativo globale in tema di ambiente sta diventando più positivo, più informato e più prevedibile rispetto al passato.
La spesa per la protezione ambientale in Cina raggiungerà i 200 miliardi di dollari quest’anno ed è in fase di accelerazione: circa il 2% del PIL, poco al di sotto di quanto spendiamo in Europa ma assolutamente meno del necessario per rimediare agli effetti di 30 anni di crescita economica forsennata.
L’Europa continua a giocare un ruolo leader in materia di politica ambientale, nonostante la crisi, ma la più grande sorpresa degli ultimi anni sono gli Stati Uniti, dove ci si attende a breve l’approvazione di una serie di misure nel settore delle utilities, che porterà alla chiusura del 30% delle centrali elettriche a carbone di qui al 2030.

2) I Millennials
La seconda megatendenza è legata ai consumatori in generale, e ai millennials nello specifico, cioè le persone nate tra il 1980 e il 2000, particolarmente attente a mantenersi in buona salute e a mangiare sano e quindi principale motore di crescita del mercato del cibo organico, che vale 40 miliardi di dollari solo negli Stati Uniti, il 5% del totale.
Una generazione mobile e connessa, che apprezza l’imballaggio sostenibile e riciclabile (6 su 10 lo richiedono espressamente e il 44% di essi è disposto a pagare di più per averlo, a parità di prodotto) e che, nel 60% dei casi, si vede alla guida di una vettura elettrica nei prossimi 5 anni.

3) Le imprese
Terza e ultima megatendenza è legata al settore privato: le imprese prendono atto delle nuove preferenze dei consumatori, si allineano alla direzione delle politiche ambientali e, in definitiva, investono in tecnologia e innovazione: il numero di brevetti nella tecnologia “green” è più che raddoppiato a livello mondiale dal 2000 al 2011, passando dal 5% a quasi il 10% del totale.
 
Il risvolto finanziario di tutto questo? La crescita delle vendite delle società nel settore ambientale è del 7% e la crescita degli utili del 15%.
La chiave del cambiamento? Come ha affermato Farinetti, "trasferire il valore del rispetto dal senso del dovere al senso del piacere".