Ormai mi alzo la mattina e guardo lo spread invece di telefonare ai miei figli”. Ha scherzato così (fino a un certo punto) il Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e ministro dell’Interno Matteo Salvini venerdì scorso al Forum Ambrosetti di Cernobbio. Il governo Lega-Movimento 5 Stelle sa bene che non può inimicarsi i mercati con strategie economiche aggressive, come ha confermato anche il ministro dell’Economia Giovanni Tria sempre al The European House sul lago di Como: “Faremo il possibile con i mezzi che abbiamo già a disposizione e all’interno dei vincoli europei”.
                                                                                

Le dichiarazioni che non piacciono ai mercati

Le posizioni anti-europeiste di alcuni esponenti di Lega e Movimento 5 Stelle hanno portato gli investitori a guardare con diffidenza verso il nostro Paese, che ha visto salire i rendimenti per convincerli ad acquistare i nostri bond. Emblematico il sondaggio di BofA Merrill Lynch di agosto, che ha chiesto a un gruppo di gestori obbligazionari internazionali a quale livello di spread sul Bund tedesco comprerebbero i nostri BTP: il 27% li acquisterebbe minimo a 300 punti, l’11% a 350 e il 14% addirittura a 400. Ancora più preoccupante il fatto che il 20% dei gestori non comprerebbe BTP perché li considera troppo volatili in questo momento. Numeri decisamente alti per un Paese ricco e solido come il nostro: il banchiere Davide Serra, fondatore di Algebris, ha osservato che in base ai fondamentali lo spread dovrebbe attestarsi a 150 punti. Ma il mondo finanziario guarda all’immediato e ha paura delle scelte del governo Conte, infatti ad agosto sono stati superati i 290 punti.

Agosto: il campanello di allarme del differenziale sulla Spagna

A metà agosto inoltre è stato toccato un brutto record negativo: il differenziale tra i BTP e i titoli di Stato spagnoli ha raggiunto l’altissimo punteggio di 172, oltre il triplo dei 50 punti di scarto tra titoli di Stato italiani e Bonos registrato pochi giorni prima che il governo Conte venisse ufficializzato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Era dalla fine del 2011 che non si vedeva un differenziale simile, da quando i mercati attaccarono per settimane l’Italia guidata da Berlusconi e portarono alle sue dimissioni in novembre.  
 

Settembre: la retromarcia del Governo e la linea morbida verso l’Europa

Ecco perché abbiamo visto Lega e Movimento 5 Stelle cercare di tranquillizzare i mercati negli ultimi giorni. Al termine del recente incontro a Palazzo Chigi, il premier Conte ha spiegato in una nota che la legge di Bilancio punterà a “perseguire un pieno bilancio sul piano economico-sociale. Sarà una manovra nel segno della crescita nella stabilità, stiamo lavorando alle riforme strutturali a favore della competitività del sistema-paese che saranno parte qualificante del Piano nazionale Riforme”. Acqua sul fuoco che è servita a rassicurare gli operatori finanziari, dal momento che in questi giorni lo spread si aggira poco oltre i 250 punti base, con un rendimento del BTP che si muove sotto il 3%. La diplomazia serve anche in questi scenari.

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