Una brusca frenata degli investimenti che non preoccupa, perché il dato grezzo va letto e interpretato. Le rilevazioni di Ucimu-Confindustria, l’Associazione dei Costruttori Italiani di Macchine Utensili, Robot e Automazione, parlano di un -25,8% di ordini di macchine utensili e robot da parte delle aziende italiane nel primo trimestre di quest’anno. Ma ci sono dei validi motivi per questa inversione di tendenza che, assicurano gli esperti del settore, è soltanto temporanea. L’industria 4.0 italiana continua a crescere.

 
Il valore degli incentivi del Piano Calenda

Innanzitutto va spiegato che il confronto è stato fatto con i primi tre mesi del 2017, caratterizzati da un balzo degli investimenti particolarmente elevato grazie agli incentivi del Piano Industria 4.0 che prevedono il super-ammortamento al 130% e l’iper-ammortamento al 250%. Incentivi che sono stati confermati anche per l’anno in corso soltanto alla fine del 2017 e qui c’è un altro motivo che spiega la serenità di Ucimu: la frenata è stata particolarmente decisa a gennaio 2018, probabilmente perché molte aziende hanno anticipato a dicembre 2017 gli ordini per paura di non potere sfruttare gli incentivi anche per quest’anno. Ciò viene confermato dal fatto che a febbraio e marzo gli acquisti hanno ripreso il trend di crescita dei mesi precedenti.

 
Migliora l’export, ma solo il 25% delle aziende ha sostituto i vecchi macchinari

Gli ordini continuano a viaggiare su livelli molto alti, dal momento che nel 2017 il valore assoluto si è attestato a 179 punti sui 100 base del 2010, e se da un lato il mercato italiano è stato meno performante del solito, dall’altro l’export ha segnato un ottimo +7,6% nel primo trimestre 2018. I segnali di miglioramento ci sono tutti, anche se in questo momento l’Ucimu calcola che solo un'azienda su quattro ha inserito nuove tecnologie al posto degli impianti ormai superati. La strada è ancora lunga, ma c’è un altro dato che fa ben sperare: il settore, formato principalmente da PMI che non sono cresciute in termini di volume, procede spedito all’84% della capacità produttiva.
 

Gli investitori esteri apprezzano l’innovazione italiana

L’Italia è tornata nella top ten dei Paesi più attrattivi per gli investimenti esteri secondo l’FDI Confidence Index di AT Kearney, che ha intervistato 500 amministratori delegati e presidenti delle principali multinazionali mondiali. Il nostro Paese ha guadagnato tre posizioni, scalando dal tredicesimo al decimo posto, un piazzamento che non si registrava dal 2004. Il report spiega che questo ottimo risultato si è verificato grazie al deciso miglioramento dei fondamentali economici del Paese e alle politiche nazionali per stimolare la ripresa della crescita, degli investimenti, della competitività e della produttività come il Piano Industria 4.0. In questa speciale classifica comandano gli Stati Uniti per il sesto anno consecutivo, poi vengono Canada e Germania. Nella top ten, se guardiamo ai Paesi Europei, davanti a noi troviamo la Gran Bretagna al quarto posto e la Francia settima, ma abbiamo superato Olanda, Svezia e Spagna. 


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