Per il momento regnano calma e fiducia. La seconda settimana di consultazioni per la formazione del governo italiano è partita, all’orizzonte non si vedono ancora soluzioni certe, ma i mercati sono ancora fiduciosi in una risoluzione della paralisi politica dell’Italia dopo le elezioni del 4 marzo. Cinque Stelle-Lega? O Cinque Stelle-Pd? Al momento la finanza sta a guardare con attenzione, senza panico.
 
Nonostante l’incertezza politica, infatti, continua il trend positivo per lo spread dei titoli di Stato italiani. Nelle ultime settimane, sulla scadenza a 5 anni, lo spread di rendimento è addirittura sceso ai minimi dal 2009. E anche Piazza Affari continua a crescere, dopo la pesante correzione subita a inizio febbraio. 
 
Ma la fiducia sembra avere una scadenza. Il Financial Times ha dedicato di recente un editoriale alla situazione italiana. «L’Italia non può permettersi una paralisi prolungata», si legge, «le banche, le imprese e i cittadini si stanno ancora riprendendo dalla crisi finanziaria del 2008». Secondo il quotidiano britannico, «le elezioni del 4 marzo sono state il maggior terremoto in Europa dopo la Brexit», consegnando il Belpaese a «eterodossi e inesperti outsider».
 
L’iter per arrivare al nuovo governo «potrebbe andare avanti per almeno due mesi», scrivono. Ma la figura di arbitro di Sergio Mattarella fa ben sperare. Secondo il FT, il presidente della Repubblica sarà in grado di spingere i partiti a trovare una soluzione compatibile con i vincoli europei e per questo rassicura le cancellerie e i mercati internazionali. «La rassicurante presenza di Mattarella», sottolinea il quotidiano della City, «è una delle ragioni per cui i mercati finanziari non sono apparsi turbati dalle elezioni». Anche perché «l’Italia può permettersi difficilmente una paralisi prolungata».
 
L’ipotesi peggiore è l’esplosione di quello che gli analisti finanziari chiamano “rischio Italia”, soprattutto se le forze politiche uscite vincitrici dalla tornata elettorale dovessero innescare uno scontro Roma-Bruxelles sui conti pubblici. In Europa «non vedo un allarme per la stabilità sui mercati», ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni a margine dell’ultimo Consiglio europeo. «Vedo una consapevolezza del fatto che la convergenza nell’Eurozona», dove la ripresa economica è generalizzata, «e il lavoro fatto dai governi italiani in questi anni, garantiscono una certa stabilità. Naturalmente, questo non vuol dire che la situazione sia eterna e immutabile. Certamente c’è l’impegno da parte di tutte le forze parlamentari a concorrere a una soluzione della crisi».


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