Come può il settore finanziario, principalmente focalizzato su investimenti e guadagni nel breve termine, a impegnarsi per migliorare una questione di ampio raggio come il cambiamento climatico? È la domanda che si è posto Mark Carney, Governatore della Bank of England, quando ha parlato di “Tragedy of the Horizons”, ovvero degli effetti che i cambiamenti climatici avranno sulle prossime crisi finanziarie e sul crollo della qualità della vita di tutti noi, a meno che i governi e le aziende non inizino un percorso virtuoso verso la green economy.

 
 Gli investimenti moralmente corretti che cambiano il volto del settore finanziario

Rispetto a qualche anno fa, la buona notizia è che gli investitori prendono in considerazione non solo i rischi finanziari delle proprie strategie, ma anche quelli sociali, ambientali e amministrativi. Ciò porta i player del settore a elaborare nuove proposte di servizi e prodotti, in primis i green bond: soltanto nel 2017 sono stati avviati progetti sostenibili correlati a questi strumenti di debito per quasi 120 miliardi di dollari. Oltre alla rendita di un normale strumento finanziario, portano con sé anche un “green bonus” di stampo morale, che permette di aumentare la consapevolezza delle persone sulla salute del nostro pianeta e sulle azioni che dobbiamo intraprendere per farla migliorare. In questo modo il cambio di paradigma verso un’economia più sostenibile parte dagli investitori, da chi sta in fondo al processo, salendo fino ai grandi gruppi finanziari e ai governi, che si devono attivare per iniziare un percorso virtuoso di decarbonizzazione a supporto della green economy.
 

Investimenti sostenibili, un mercato da 900 miliardi di dollari

Questo nuovo scenario porta a ripensare interamente i classici portafogli di investimenti e, di conseguenza, l’intero settore del credito, fino al fintech. Ora gli investimenti socialmente responsabili non sono più un mercato di nicchia, ma valgono 895 miliardi di dollari, dei quali oltre 220 rappresentati dai green bond. Una crescita impressionante, se teniamo conto che il 2017 ha visto un aumento di 201 miliardi sul 2016.
 

L’evoluzione verso la green economy è in mano ai Paesi in via di sviluppo

Il fatto interessante è che quasi il 68% di questa potenza di fuoco riguarda governi e istituzioni pubbliche, con i Paesi in via di sviluppo come la Cina a guidare questa transizione verso la green economy. Ciò significa che il settore privato viene costantemente stimolato dal pubblico. Prendiamo l’esempio cinese: grazie alla Chinese Green Credit Guideline Policy le banche stanno riducendo i rischi ambientali ai quali sono attualmente esposte e i primi studi dicono che sia le performance finanziarie sia quelle di sostenibilità sono migliorate. La lotta al cambiamento climatico inizia nelle stanze dei bottoni e al tempo stesso nei portafogli di ognuno di noi, in un continuo circolo virtuoso.

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