La forza del solare

In realtà, lo scenario è ancor più roseo di quanto non sembri a prima vista. Perché, soprattutto nel solare (la fonte che detiene la fetta più consistente tra le rinnovabili), sono scesi di molto (intorno al 25%) i costi necessari per costruire e avviare impianti. Tradotto: per generare la stessa quantità di energia oggi servono meno investimenti. Come ormai da tradizione, il solare è dominante: quasi la metà delle risorse si sono concentrate in questo settore. L'eolico, invece, ha raccolto 107,2 miliardi di dollari, il 12% in meno rispetto al 2016. Crescono del 7% (a 48,8 miliardi) gli investimenti in tecnologie di nuova generazione per la gestione delle fonti pulite.
 

La geografia mondiale

Così come le componenti dell'universo rinnovabile, anche i Paesi viaggiano a velocità differenti. La spinta più consistente agli investimenti è arrivata dalla Cina, che con 132,6 miliardi è capofila globale. Il dato è significativo sia per trend che per dimensioni. Rispetto al 2016 segna un progresso del 24%. Oggi il 40% degli investimenti in rinnovabili è cinese. E gli altri sono sempre più lontani. Gli investimenti statunitensi (secondi in classifica) si fermano a meno della metà (56,9 miliardi) e crescono solo dell'1%. In Germania (da 19,7 a 14,6 miliardi), Regno Unito (da 23,4 a 10,3 miliardi), India (da 13,8 a 11 miliardi) e Giappone (da 27,9 a 23,4 miliardi) sono diminuiti. I progressi più significativi si registrano in Australia (+150%) e Messico (+516%), anche se su volumi ancora contenuti (rispettivamente 9 e 6,2 miliardi di dollari). Cifre che raccontano chiaramente quanto la Cina pesi a livello mondiale e quanto il mercato globale dipenda da Pechino. 
 

Un quarto dell'energia è rinnovabile

Anche guardando alle rinnovabili da un'altra prospettiva (quella della produzione e non quella degli investimenti), i dati sono confortanti. Secondo il rapporto Global Energy & CO2 Status della IEA (International Energy Agency), il 25% dell'energia prodotta nel 2017 è rinnovabile. Più del gas (23%) ma ancora molto meno del carbone (38%). Resta quindi ancora parecchia strada da fare. Perché, come afferma la stessa IEA, la crescita delle rinnovabili non è ancora sufficiente per raggiungere l'obiettivo di contenere il riscaldamento terrestre al di sotto dei due gradi centigradi entro la fine del secolo rispetto all’età preindustriale.
 

Gli investimenti attesi dalle imprese

Occorre il sostegno sia del settore pubblico sia di quello privato. La RE100 è una campagna globale che punta a convincere i grandi gruppi mondiali ad adoperare solo energie rinnovabili. In 130 (tra i quali Google, Apple, Microsoft, Nike, Ikea, P&G) hanno aderito. Per raggiungere l'obiettivo di una produzione 100% green, Bloomberg New Energy Finance stima che dovrebbero investire 94 miliardi di dollari. Un flusso di risorse che potrebbe rimpolpare il conto globale nel breve termine: la maggior parte dei partner di RE100 ha infatti promesso di raggiungere l'obiettivo entro il 2030.
 

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