Baby Boomers e Millennials. Due generazioni a confronto, diverse anche nei comportamenti di investimento.

 
Millennials

Con le criptovalute, molti Millennials potrebbero finire per speculare e non investire. Quando si tratta di bitcoin o altre tipologie di titoli non strettamente tradizionali infatti, molti investitori non guardano tanto al lungo termine. Quello che si rincorre è il guadagno immediato, in preda alla cosiddetta FOMO, Fear Of Missing Out, ossia la paura di perdere un'occasione. Un atteggiamento allarmante, che potrebbe mettere a rischio i capitali di giovani e giovanissimi. La maggior parte dei Millennials ha finito il proprio percorso universitario nel bel mezzo della crisi finanziaria, e in tanti hanno visto negli investimenti azionari rischiosi una possibile fonte di guadagno. Con potenziali ricadute anche sul loro futuro finanziario.
 
Secondo un sondaggio recente condotto da Blockchain Capital, circa il 30% dei Millennials investirà un extra di mille dollari in bitcoin rispetto ad azioni e obbligazioni. Il motivo? Semplice: non si fidano del mercato azionario. Il pericolo è che finiscano in mani sbagliate. Nel mondo dei bitcoin e affini ci sono poche regole e molti rischi: dai furti al fallimento, fino all’hackeraggio delle piattaforme, senza dimenticare le estreme oscillazioni di prezzo. Ma un sistema regolamentato e centralizzato, quello che molti Stati stanno provando a costruire, allo stesso tempo potrebbe essere visto come un nemico da coloro che non si fidano dei mercati.
 
Baby Boomers

Rispetto ai Millennials, invece, gli investitori Baby Boomers sono più cauti, con precise strategie di investimento. Ma spesso non sono neanche informati sulle novità: se il 42% dei Millennials sa bene cosa sono i bitcoin, tra i Baby Boomers questa percentuale scende al 15%. Una scarsa conoscenza che forse li sta salvando da quella che potrebbe essere una potenziale bolla.
 
I Baby Boomers prediligono infatti titoli a bassa volatilità, con una scarsa propensione al rischio. Al momento la loro sembra la strategia migliore da adottare in questo periodo storico. Ma se i Millennials decidessero di sfruttare la propensione al rischio più alto a loro vantaggio, senza speculare su nuovi e discutibili strumenti di investimento, la loro strategia sarebbe migliore di un tipico Baby Boomers e del 30% dei Millennials. Rischiare sì, ma con cautela.

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