La locomotiva a stelle e strisce è tornata a correre. Ed è tutto merito suo, del Presidente Trump. Nel suo discorso davanti alla platea del World Economic Forum di Davos, ha sottolineato più volte la grandezza dell’America e la sua importanza negli equilibri economici mondiali. Ma ha anche avvisato gli ascoltatori che le dinamiche del commercio internazionale sono sotto la lente di ingrandimento e che gli USA non accetteranno più pratiche scorrette da parte di altri Paesi.
 
America First… ma non da sola

"Non c'è mai stato un momento migliore per assumere, investire, costruire e crescere negli Stati Uniti", ha spiegato The Donald in Svizzera, precisando che ora "l'America è aperta agli affari e siamo di nuovo competitivi". Davanti a una sala gremita che ha però seguito le parole del Presidente americano alternando applausi e fischi, il tycoon ha indicato la via. "L'America sta di nuovo vedendo una forte crescita, in Borsa si sono creati 7mila miliardi di dollari dalla mia elezione. L'America è aperta alle imprese ed è tornata ancora una volta competitiva. Come Presidente degli Stati Uniti metterò sempre l'America al primo posto, come gli altri leader mettono il loro Paese al primo posto", ha affermato Trump, che ha aggiunto: "Invitiamo gli altri leader a proteggere gli interessi dei loro cittadini come lo facciamo noi. Venite in America. Io credo nell'America e la metterò sempre al primo posto. Ma non significa America alone".

 
Le regole dei rapporti con l’esterno sono cambiate

"Quando gli Stati Uniti crescono, cresce tutto il mondo" ha proseguito Trump, ma i rapporti devono essere equilibrati, perché “gli Stati Uniti non tollereranno più pratiche scorrette nel commercio internazionale". Anche l’immigrazione sarà regolata a partire dal contributo economico che ognuno porterà in America: “d'ora in poi chi entra verrà selezionato in base alla sua capacità di contribuire al benessere economico degli USA". Un sistema in salute grazie anche alla riforma fiscale, con la quale “abbiamo realizzato un sogno che un sacco di persone avevano da anni” ha chiuso Trump, spiegando che i redditi medi delle famiglie cresceranno di circa 4.000 dollari.
 

Un’occasione mancata per rilanciare la green economy

Poteva essere uno dei temi chiave quello dell’ambiente, con un focus particolare sulle politiche per fare crescere la green economy, ma è un argomento che Trump non ha toccato. Intanto però la sua amministrazione lavora per ridurre le politiche ambientali introdotte da Barack Obama: dopo le misure per supportare fonti fossili e carbone e le sforbiciate della spesa per sostenere l’energia pulita e l’efficienza energetica, nel mirino è finita la California Desert Conservation Area. Questa zona geologica di 10 milioni di ettari che vale il 25% del territorio dello Stato era stata protetta dalla presidenza Obama, vietando lo sviluppo di impianti energetici all’interno di questa zona. Pochi giorni fa il vice segretario del Bureau of Land Management Katharine MacGregor ha annunciato che è allo studio la revisione del California Desert Protection Act, con l’obiettivo di “trovare modi per avere più terra federale disponibile per i progetti rinnovabili”. Una scelta che ha già fatto muovere ambientalisti e democratici: il territorio deve restare incontaminato. 

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