I Millennials preferiscono i bitcoin agli investimenti tradizionali, nonostante gli alti rischi che presentano. La società di venture capital Blockchain Capital ha pubblicato i risultati di un sondaggio, che mostra come la consapevolezza della potenzialità dei bitcoin sia maggiore tra i 18-34enni, in particolare uomini. Al di là della volatilità, oltre la metà dei giovani americani pensa infatti che siano un’innovazione positiva nella tecnologia finanziaria.
Quando nel sondaggio è stata data la possibilità di scegliere tra mille dollari in bitcoin e mille dollari in un patrimonio finanziario tradizionale, il 27% del campione (composto da oltre 2mila soggetti) ha preferito i bitcoin alle azioni, il 30% li ha preferiti ai titoli di Stato, il 22% a un investimento in immobili e il 19% ha scelto la più famosa criptovaluta al posto dell’oro.

 
Il bitcoin è una mania che coinvolge sempre più consumatori, soprattutto giovani, poco inclini a considerare i rischi di investimento. Nel 2017 in pochi mesi la moneta virtuale più famosa ha guadagnato oltre il 500% per poi ridiscendere ora sotto i settemila dollari. È un po’ come essere sulle montagne russe: il valore sale e scende, senza dimenticare il fatto che i bitcoin sono posseduti da poche persone. Basterebbe che uno dei mille investitori, che da soli detengono il 40% del totale, decida di vendere per innescare il classico effetto domino che farebbe crollare il prezzo all’improvviso.
Il rischio, certo, è una variabile fondamentale negli investimenti. E la volatilità dei mercati in questo periodo storico sta portando a vendite improvvise, per concentrarsi sui beni rifugio come l’oro. Il consiglio infatti resta sempre quello di diversificare il portafoglio.


Ma con i bitcoin la propensione al rischio è molto alta. Anche perché, quando un investitore sceglie di investire sulla moneta virtuale, non ha a disposizione i prospetti e le informazioni sul prodotto finanziario non sempre sono vigilate. Di certo servirebbe una nuova regolamentazione e maggiore sicurezza. Perché le brutte sorprese per gli investitori sono dietro l’angolo. E possono andare dagli attacchi hacker, fino alla scomparsa del denaro dal proprio portafoglio. Le piattaforme hackerate non a caso sono state diverse, e di recente una delle più grandi del Giappone, la Coicheck, ha addirittura subito un furto da 500 milioni di dollari. A seguito della diffusione della notizia, oltre 100 miliardi di dollari sono andati in fumo sul mercato delle criptovalute nel giro di 24 ore.

 
Nonostante gli alti rischi, però, la survey realizzata da Blockchain Capital ha fatto anche emergere che il 30% degli americani ha una certa familiarità con i bitcoin. E che la consapevolezza della potenziale portata rivoluzionaria sia più significativa proprio tra i più giovani: il 42% dei Millennial intervistati ha detto di conoscerli abbastanza, rispetto al più basso 15% degli individui over 65. E se il 2% degli americani in media dichiara di possedere bitcoin, questa percentuale sale al 4% tra i Millennials. Crescendo al 6% solo se si considera la componente maschile dei più giovani.

 
Ma se l’adozione attuale è ancora relativamente bassa, la propensione all’acquisto sale: quasi un americano su cinque (19%) indica che è probabile che comprerà bitcoin nei prossimi cinque anni. Il dato è ancora più alto per i Millennials, il 32% dei quali afferma che probabilmente acquisterà bitcoin nei prossimi cinque anni (il 42% tra i maschi). Non solo. Quando è stata data la possibilità di scegliere tra bitcoin e grandi banche, più di un quarto dei Millennials (27%) ha definito i bitcoin come più affidabili delle banche (il 37% tra gli uomini).
Anche Mario Draghi, però, mette in guardia: “Dobbiamo capire – ha avvertito – che il bitcoin e altre valute digitali si muovono in uno spazio non regolato, e devono essere considerati come asset molti rischiosi. Le valute virtuali sono soggette ad alta volatilità e i loro prezzi sono interamente speculativi”.

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