Intelligenza artificiale

Il ceo di Google Sundar Pichai ha descritto con una frase la disposizione favorevole nei confronti dell'intelligenza artificiale. L'ha definita una tecnologia più importante per il futuro dell'uomo di quanto non siano stati fuoco ed elettricità. Ma se è prevedibile che il numero uno di una società tecnologica tocchi l'argomento, meno consueto è l'intervento del Papa. In un messaggio rivolto alla platea del Wef, Francesco ha affermato che la tecnologia deve servire per “proteggere la nostra casa comune” e che AI e robotica dovrebbero essere al servizio dell'umanità per non rappresentare una minaccia. Tra coloro che hanno indicato un avvenire buio c'è il fondatore di Alibaba Jack Ma. L'intelligenza artificiale – ha detto – è “una minaccia” e “distruggerà posti di lavoro”. Non tutti però la pensano così. Secondo una ricerca di Accenture, entro il 2020 potrebbe aumentare i ricavi delle imprese del 38% e l'occupazione del 10% “a patto che investano sull’Intelligenza Artificiale e su un’efficace cooperazione uomo-macchina”.
 

Criptovalute e blockchain

Per quanto riguarda le criptovalute, a Davos è prevalso lo scetticismo, in alcuni casi sfociato in aperto contrasto. Tra gli interventi più aspri ci sono stati quelli dell'economista Joseph Stiglitz e del primo ministro britannico Theresa May. Il premio Nobel ha ribadito una sua convinzione: i bitcoin “non hanno alcuna funzione utile” se non quella di trasferire denaro in modo anonimo. Anche il leader conservatore ha espresso idee simili. “Le criptomonete – ha affermato in un'intervista a Bloomberg a margine del Forum - dovrebbero essere osservate molto seriamente, soprattutto per il modo in cui possono essere usate, in particolar modo dai criminali”. Se monete virtuali e bitcoin sono stati criticati, dal Wef è emerso invece un grande apprezzamento per la tecnologia sottostante le criptovalute : la blockchain. Diversi interventi hanno discusso le sue potenzialità, non soltanto nel settore finanziario ma anche per assicurazioni, viaggi, agroalimentare. La convinzione è emersa come un mantra: “La blockchain è molto più dei bitcoin”.


Cybersecurity

La sicurezza informatica si è rivelata nel 2017 un tema cruciale: attacchi su scala globale come WannaCry e NotPetya hanno fatto risaltare le crepe. Non a caso il Wef ha battezzato un organismo internazionale che si occuperà del tema: il Global Centre for Cybersecurity. L'obiettivo è fare da tramite per favorire il dialogo tra pubblico e privato, in modo da aumentare la consapevolezza sui rischi e promuovere “una migliore cooperazione”. Per prima cosa, verrà istituito un archivio di attacchi e malware cruciale per la condivisione dei dati e per individuare buone norme di condotta comuni. Ma sarà anche un laboratorio e un luogo di discussione sulle nuove tecniche di cyberdifesa.


Guida autonoma

Al Wef ha partecipato anche Dara Khosrowshahi, da settembre il CEO di Uber e per la prima volta impegnato in una serie di incontri pubblici in Europa. Uber è una società di ride sharing, ma è anche un investitore nel settore della guida autonoma. I test proseguono. E molte case produttrici stanno tentando di accelerare per portare su strada auto driverless entro l'inizio del prossimo decennio. Anche Khosrowshahi ha detto la sua: Uber punta a rendere questa tecnologia operativa “entro 18 mesi”. Si tratterebbe però di una guida assistita più evoluta di quella già presente oggi in alcune vetture. In un altro incontro, tenuto pochi giorni prima in Germania, il manager aveva infatti indicato in 10-15 anni l'orizzonte per portare su strada un'auto completamente autonoma, cioè priva di volante e pedali. Senza dimenticare che Uber sta testando anche il ride sharing dei cieli, “UberAir”: piccoli velivoli per evitare il traffico cittadino.


Ambiente

Il forum di Davos ha posto l'accento sulla sostenibilità. Un tema che tocca la finanza, la tecnologia (con il legame tra lavoro e automazione) e (nel suo senso più classico) l'ambiente. Già da diverse edizioni gli interventi del Wef riguardano anche la riduzione dell'impatto sul pianeta. Un obiettivo rinnovato anche nel 2018: il World Economic Forum ha sottolineato i rischi derivanti da “azioni unilaterali” che possano compromettere accordi internazionali. Anche se non è stato mai nominato esplicitamente, il riferimento è al presidente Usa Donald Trump e al suo rifiuto di firmare gli accordi di Parigi. Sul tema è tornato il diretto interessato, per la prima volta a Davos da inquilino della Casa Bianca: Trump non ha escluso di tornare sui propri passi, anche se per aderire all'accordo ha chiesto condizioni più morbide per gli Stati Uniti.

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