Novembre si è chiuso con un clima decisamente positivo nel mondo economico-finanziario. La fiducia nell’economia della Zona Euro ha toccato il suo massimo livello da 17 anni a questa parte: il sentiment index si è attestato a 114,6 punti, mai così in alto dall’ottobre del 2000 secondo il report della Direzione Generale degli Affari Economici e Finanziari della Comunità Europea. Per gli analisti questo dato si spiega attraverso diversi fattori: in primo luogo con il balzo della fiducia dei consumatori, che dal -1,1 di ottobre è passata al +0,1 di novembre. C’è poi un miglioramento del clima nel settore manifatturiero (salito da 8 a 8,2), dei servizi (passato da 16,2 a 16,3) e delle costruzioni (volato da 0,4 a 1,6). Da segnalare la contrazione della fiducia del commercio al dettaglio, in calo dal 5,5 al 4,2.
 
Accelerano le borse europee


Milano, Parigi e Francoforte hanno chiuso con il segno +, soltanto Londra ha registrato un ribasso serrando i battenti a -0,58%. Borsa Italiana, arrivata a quota 22.43 punti, ha giovato della valutazione positiva della Bce sulla solidità patrimoniale di alcune banche come Bper Banca e Credito Emiliano, che hanno trascinato tutto il settore: hanno chiuso in positivo anche Intesa Sanpaolo, Unicredit e Credito Valtellinese.
 
La Brexit non preoccupa

Nemmeno le notizie sugli accordi per la Brexit hanno scalfito il buonumore degli investitori e dei consumatori. A fine novembre sono circolate alcune notizie secondo le quali Londra avrebbe dovuto pagare una cifra tra i 45 e i 55 miliardi di euro all’Ue per la separazione, ma sono state seccamente smentite dal capo negoziatore Michel Barnier direttamente da Berlino. È vero, ha ammesso, che "c'è un tema sul quale stiamo continuando a lavorare, nonostante le dichiarazioni o le voci sulla stampa oggi, ed è il tema degli impegni finanziari". Tuttavia, ha spiegato che "non avremo 27 Paesi membri che pagano per qualcosa deciso dal 28esimo. Per questo vogliamo trovare un accordo sui conti".
 
Rendimenti in calo per i titoli di Stato italiani

Buone notizie per il Tesoro italiano, che ha visto lo spread tra BTP e Bund scendere a 140,9 punti base e allo stesso tempo ha collocato 3,5 miliardi di euro di titoli. Ottima la performance del Btp decennale, con il rendimento sceso all’1,73%  e un bid to cover dell’1,65 e una domanda per 2,88 miliardi. Molto bene anche il Ccteu a sette anni che ha registrato una richiesta di 2,79 miliardi, un bid to cover all’1,60 e un rendimento in calo di 14 punti base a 0,46%.

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