Il giorno della nomina del prossimo presidente della Federal Reserve si avvicina. Il presidente Usa Donald Trump ha chiuso le consultazioni con l’incontro con l’attuale capo della Fed Janet Yellen, il cui mandato scade ufficialmente a febbraio. Sarà una scelta decisiva per l’economia americana, che dovrebbe arrivare agli inizi di novembre, prima del viaggio in Asia di Trump.
 
Continuità o rottura con l’era Yellen? È qui che si giocherà tutto. Dopo aver criticato la politica dei tassi bassi di Yellen, accusandola di voler così favorire l’ex presidente Barack Obama, lo scorso mese Trump ha fatto un passo indietro e ha detto di rispettare il capo della Fed. Ma il nome di Yellen non comparirebbe tra i suoi favoriti. In lizza ci sono l’economista di Stanford John Taylor e del già governatore del board della Fed Jerome Powell. Quest’ultimo, alleato di Yellen, garantirebbe una continuità dal punto di vista della politica monetaria ma offrirebbe anche maggiori chance per un allentamento delle regole sulla finanza. 
 
Ma anche su questa decisione i Repubblicani sono divisi. Mentre l’ala più conservatrice ha avviato una vera e propria campagna contro Yellen, i più moderati sono alla ricerca di una soluzione che possa favorire la strada già avviata della ripresa economica. I più conservatori appoggiano Taylor, famoso per la “Taylor Rule”, la formula matematica per determinare il valore di tassi di interesse. In base ai suoi calcoli, se Taylor fosse presidente, ora i tassi sarebbero al 3,5%, molto al di sopra della forchetta tra l’1% e l’1,25% dell’attuale era Yellen.
 
La nomina, com’è ovvio, è anche sotto l’occhio attento di Wall Street, da cui è arrivata la richiesta di una “nuova voce fresca” per la Fed. Il candidato favorito dai mercati sarebbe Gary Cohn, consigliere economico della Casa Bianca ed ex presidente e chief operating officer di Goldman Sachs.
 
In base alle previsioni della piattaforma PredictIt, Powell ha il 59% di possibilità di diventare il prossimo presidente della Fed. Yellen, al secondo posto per molto tempo, è scesa in terza posizione con 16% di possibilità. Superata dall’economista repubblicano ed ex esponente del vertice della Fed Kevin Warsh, che ha più volte criticato la politica monetaria accomodante di Janet Yellen, definendola “estremamente fallace” e bisognosa di “rigorosi esami”.
 
La prossima riunione della Fed è prevista per il 31 ottobre - 1 novembre: non sono attese grosse novità, poiché il prossimo aumento dei tassi è previsto per dicembre. Ma l’attenzione di tutti, ora, più che sulla politica monetaria, è concentrata su chi siederà a breve sulla poltrona di Janet Yellen.

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