Nel 2021 il mercato dell’Intelligenza Artificiale applicata al settore della sanità dovrebbe valere qualcosa come 6,6 miliardi di dollari secondo uno studio di Frost & Sullivan, società di consulenza californiana che si occupa di analisi di mercato e supporto nella crescita strategica. Addirittura potrebbe crescere fino a 19,3 miliardi di dollari entro il 2025, afferma una previsione di Tractica, compagnia specializzata in tutti i business che prevedono l’interazione umana con la tecnologia, dai wearable device all’intelligenza artificiale. A prescindere dal tasso di crescita del settore healthcare mixato con servizi, software e hardware supportati dalle intelligenze artificiali, tutti i principali professionisti del settore concordano sul fatto che siamo davanti a una vera e propria rivoluzione.
 
È tutta una questione di dati

Negli ultimi anni la sanità è passata dai sistemi di registrazione e immagazzinamento dei dati su carta a quelli elettronici. Al tempo stesso, i dispositivi di monitoraggio e di screening sui pazienti sono diventati digitali. Questa evoluzione ha portato a una vera e propria esplosione di dati, che possono essere maneggiati e analizzati al meglio, nella loro interezza e nei dettagli specifici, soltanto con tecnologie basate sull’intelligenza artificiale. In questo momento gli strumenti IA vengono utilizzati soprattutto per aumentare l’efficienza e l’accuratezza delle revisioni dei dati e per svelare schemi alla base dei dati raccolti che possono essere utilizzati per migliorarne l’analisi. Inoltre, possono evidenziare le inefficienze e semplificare le procedure, sia dal punto di vista clinico che da quello operativo.
 
Giù i costi e su gli investimenti

La priorità è fornire ovviamente le migliori cure possibili ai pazienti, ma in questo caso gli obiettivi sono anche la riduzione dei costi e delle complessità amministrative. Il settore dell’healtchare però è diverso dai mercati di consumo: ha molti problemi legati alla sicurezza e al funzionamento operativo delle strutture, che non sempre consentono di introdurre facilmente le nuove tecnologie. Le applicazioni IA per questo settore devono quindi essere disegnate apposta per affrontare adeguatamente specifici casi che permettano di efficientare le diagnosi, il monitoraggio e il trattamento dei pazienti. E, possibilmente, essere alla portata delle popolazioni di tutto il mondo. Ecco perché gli investimenti continuano a crescere: servono percorsi ad hoc per ogni singola necessità e, per svilupparli, sono necessari tempo e denaro.
 
Mentre il mercato cresce, l’Italia riduce gli investimenti

Per la sanità italiana però quello dell’innovazione tecnologica non sembra essere uno dei principali driver di crescita. Secondo uno studio dell’Osservatorio Netics la spesa in ambito informatico della sanità pubblica italiana del 2018 subirà un taglio del 10%, pari a circa 160 milioni di euro. Per molti osservatori, un errore che rallenterà ancora il processo di innovazione degli strumenti e dei servizi a disposizione dei medici del nostro Paese. Anche se il sentiero ormai è tracciato.

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