Sì, le Piccole e medie imprese italiane hanno capito che il digitale è un valore. Ma il passaggio dalla comprensione ai cambiamenti di fatto non è semplice. E lo confermano le strategie che le Pmi stanno studiando per non perdere il treno dell'innovazione. È questo il quadro che emerge da un report di TAG, Cisco Italia e Intesa Sanpaolo intitolato “La Digital Transformation e le PMI italiane nel 2017”.
 
Le Pmi e il digitale

L'indagine è stata condotta con un sondaggio online che ha coinvolto circa 500 Pmi: il 38% delle risposte è stato fornito dai proprietari o dagli amministratori delegati; il 47% del campione è composto da microimprese (cioè con un fatturato inferiore ai 2 milioni di euro). Sono ormai otto su dieci le Pmi convinte che “la possibilità di modificare il proprio modo di operare sia una scelta obbligata per riuscire a cogliere le opportunità offerte dall’innovazione”. Il 79% degli intervistati prevede che il digitale impatterà sulla riduzione dei costi, il 74% che aumenterà la produttività e migliorerà l'organizzazione interna, l'80% che sarà rivoluzionata la relazione con i clienti. E c'è anche un 60% sicuro che la digital transformation avrà una ricaduta positiva sul fatturato. Le imprese sono quindi consapevoli delle sfide poste dal presente (e da futuro). Per affrontarle sono necessarie soprattutto “lo sviluppo di una cultura aziendale collaborativa” (65%), l’implementazione di strategie digitali (61%) e la necessità di introdurre nuove tecnologie (35%). E il budget? A quanto pare non sarebbe un problema (o almeno non il principale): solo un'azienda su 10 lo indica come elemento decisivo per la sopravvivenza futura.
 
Poca gestione del personale, bene il cloud

La trasformazione digitale è un processo in atto, che parte spesso da una base non certo evoluta. Due esempi su tutti: per quanto riguarda la gestione del personale una Pmi su tre non ha introdotto alcun tipo di sistema innovativo nella gestione delle proprie risorse umane. Quasi tutti i responsabili del marketing sono convinti della centralità di sito web e social media. Ma, si legge sul report, “manca approfondimento sulle piattaforme che potrebbero rendere più efficaci ed efficienti le azioni di marketing”, come web analytics, Crm e Seo. I dati positivi arrivano dalle infrastrutture: il 61% delle aziende, infatti, utilizza tecnologie cloud, il 43% ha implementato una intranet, e una quota di oltre il 70% si appoggia a un server remoto o in house per i propri servizi online.
 
Alla ricerca di professionisti digitali

Guardando al futuro, molte Pmi si stanno preparando a investire su Big Data (39%) e e-commerce (37%). Mentre un altro 39% è aperto alla partnership con le startup. Più contenuta la quota di chi sta pensando a intelligenza artificiale, cyber security, sharing economy e realtà virtuale. Si aprono, di conseguenza, opportunità di lavoro per specialisti digitali: il 60% delle imprese assumerà Digital Marketing Specialist, il 50% Data Analyst e il 32% si doterà di Digital Officer. Le percentuali sono promettenti. Ma hanno un “però”: l'orizzonte proposto dal quesito di TAG (investirete nei prossimi tre anni?) è piuttosto ampio. In altre parole: le Pmi che avranno il coraggio di accelerare la digital transformation subito acquisiranno un importante vantaggio competitivo.

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