I Millennials si lamentano della propria situazione finanziaria, eppure sono in pochi ad avere un alto livello di conoscenza in questo campo. Per la precisione soltanto l’8% secondo un’indagine condotta dalla George Washington University, nonostante il 70% sia convinto di avere un livello di risparmio di prima categoria. Ciò conferma quello che gli esperti sostengono da molti anni, cioè che c’è un forte disallineamento tra la confidenza verso gli strumenti finanziari e la conoscenza finanziaria. E le ragioni possono essere diverse.
                                                                    
Un’insoddisfazione che viene da lontano

Il 34% dei Millennials non è soddisfatto della propria condizione finanziaria e il 18% è non del tutto soddisfatto, stando a quanto afferma una ricerca di Price Waterhouse Coopers condotta su oltre 5.500 millennials tra i 23 e 35 anni. Il problema è che i Millennials devono dedicare il proprio tempo a molte più cose rispetto ai propri genitori: devono destreggiarsi tra uno o più mestieri, crescere professionalmente, sviluppare sempre più competenze, programmare la nascita dei figli, affittare case o sottoscrivere mutui sul lungo termine, mantenere il proprio network di relazioni e, se possibile, pensare anche a mettere da parte qualche risparmio per la pensione. Tutte questioni importanti della complessità della vita moderna, che però lasciano loro poco tempo a disposizione per approfondire il proprio percorso finanziario.
                                                                
Qualche consiglio su come gestire il proprio denaro

Nonostante il poco tempo a disposizione, gli esperti di gestione del risparmio hanno dato qualche piccolo consiglio ai Millennials. Innanzitutto, bisogna sfruttare la propria vicinanza con la tecnologia. A partire dal proprio smartphone: per esempio esistono app come Digit o Qapital che possono aiutare nella tracciatura dei propri risparmi o dei propri conti correnti e possono calcolare quanti soldi si possono spendere ogni giorno a partire dal proprio stipendio e dalle proprie rate o abbonamenti già fissati. Un secondo consiglio riguarda la propria “personalità finanziaria”: è bene esserne consapevoli, bisogna capire come il proprio carattere e le proprie caratteristiche personali impattano sul modo in cui si utilizzano i propri soldi, per esempio se si è più liberi di spendere oppure se si è più focalizzati sulla crescita del proprio patrimonio. Infine, è sempre un’ottima idea tenere traccia di ogni euro che entra e che esce dalle vostre tasche: niente è più semplice ed efficace, ma bisogna averne voglia ed essere proattivi, senza impigrirsi. È sufficiente utilizzare un taccuino, un foglio elettronico, tenere le ricevute e fare i calcoli alla fine del mese (o alla fine della settimana se preferite un approccio anglosassone) e confrontare i vari trend degli ultimi sei mesi. Vi aiuterà a capire moltissime cose sulle vostre abitudini e su dove potete migliorare. In fondo ci vuole davvero poco.

Leggi anche:

Investimenti e mercati: Millennials a doppia velocità
Educazione finanziaria: i giovani italiani migliorano (ma non abbastanza)
 
​​​