È passata soltanto una settimana dall’entrata in vigore del Decreto legislativo n.129/2017 che recepisce la Direttiva comunitaria MIFID 2, la sigla dietro la quale si nasconde la definizione Market In Financial Instruments Directive. Una settimana nella quale il cliente è passato ancora più al centro del mondo finanziario: MIFID 2 infatti ha come obiettivo una maggiore tutela degli investitori, ai quali devono essere proposte soluzioni ad hoc per le loro effettive necessità e verso i quali deve essere assicurata più trasparenza possibile.

                                                        
Cosa cambia per i singoli investitori

Soprattutto per gli investitori retail, storicamente la fascia meno tutelata in termini di valutazione della propensione al rischio come abbiamo visto più volte nelle cronache italiane degli ultimi anni, verranno messe a disposizione informazioni precise e frequenti. Gli istituti e gli intermediari dovranno informare le famiglie su tutti i costi e gli oneri per poter usufruire dei servizi di investimento, tra i quali anche la consulenza per gli importi economici più rilevanti. I clienti avranno sempre la possibilità di conoscere con esattezza i costi associati al singolo strumento finanziario che intendono sottoscrivere. In questo modo potranno controllare tutti i costi in forma aggregata e confrontarli con l’impatto sul rendimento atteso dello strumento finanziario acquistato.
 
Cosa cambia per gli operatori finanziari
 
Per le compagnie di investimento non è più sufficiente informarsi sulle conoscenze ed esperienze pregresse del cliente in campo finanziario, ora devono poter definire con accuratezza quali sono gli strumenti finanziari adeguati al singolo cliente. Per farlo, devono partire dalle disponibilità economiche del cliente e dalla sua possibilità di poter fronteggiare eventuali perdite in base alla sua predisposizione al rischio. Se gli intermediari forniscono la propria consulenza invece, devono certificare al cliente tutti i motivi che hanno portato a quella determinata scelta e specificare perché corrisponde effettivamente alle aspettative.
 
Aumentano le responsabilità anche per l’Autorità di controllo

I regolatori, sia nazionali che Ue (come Emsa e Abe), avranno maggiori poteri per vigilare sul corretto funzionamento delle nuove norme. A loro discrezione potranno proibire o comunque ridurre le contrattazioni e le vendite di determinati strumenti e di determinate pratiche finanziare valutate come non coerenti con la protezione e la trasparenza verso gli investitori. Per mettere davvero il cliente al centro del sistema.

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