Ogni generazione è diversa dall’altra. Anche negli investimenti. Ecco perché i Millennial hanno bisogno di un supporto finanziario diverso da quello dato alla generazione dei baby boomer. I tempi sono cambiati e anche consulenti finanziari e banche devono adottare un approccio differente per soddisfare le esigenze delle generazioni più giovani.
 
Secondo uno studio condotto da Young Invincibles, i Millennial guadagnano il 20% in meno di quanto guadagnavano i baby boomer nello stesso momento della propria vita lavorativa (nonostante i Millennial siano più istruiti). Ma anche se il guadagno mensile è più basso, i Millennial tendono a risparmiare più della metà del proprio reddito, una quantità quindi maggiore rispetto ai baby boomer che si fermavano al 23% di risparmio sul reddito.
 
I Millennial hanno sperimentato sulla propria pelle una delle peggiori recessioni della storia. Di conseguenza, sono anche diventati diffidenti verso le istituzioni finanziarie. Non sono molto inclini, infatti, a usare le carte di credito, al contrario delle generazioni precedenti. Un terzo dei consumatori tra i 18 e i 29 anni non ha mai avuto una carta di credito.
 
Non solo. Per l’accesso ai servizi preferiscono poi un approccio più tecnologico. Gli studi hanno mostrato come questa generazione sia 1,5 volte più incline a discutere le proprie finanze online. L’87% cerca opinioni sulla strategia finanziaria da adottare almeno su uno dei social network usati. Ecco perché le banche stanno cercando di raggiungere i Millennial costruendo partnership e creando servizi di finanza online.
 
Ma è importante tenere a mente le due priorità finanziarie principali dei Millennial: pagare i prestiti sottoscritti per i propri studi (questo è valido soprattutto per i giovani americani) e risparmiare per il futuro.
 
In media i Millennial spendono il 43% del proprio reddito per pagare i debiti, mentre il 38% viene accantonato come risparmio. Tre Millennial su cinque desiderano che la propria banca fosse un partner finanziario anziché un’impresa che cerca di fare profitto. E solo il 32% sente che la banca può capirli davvero. Atteggiamento, questo, dovuto al fatto che oggi molti istituti di credito si comportano con i più giovani come se si stessero rivolgendo ancora alla generazione dei baby boomer.
 
Per aiutare i più giovani a raggiungere i propri obiettivi finanziari, il segreto invece è modificare del tutto il proprio approccio, capire le nuove esigenze e le nuove abitudini di vita. Così anche i più giovani, forse, potranno tornare a fidarsi delle istituzioni finanziarie.

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