Allarme rientrato: i fondi pensione non potranno essere drenati in caso di bail-in. Il meccanismo di salvataggio che attinge da azionisti e creditori in caso di rischio insolvenza di una banca non toccherà la previdenza complementare. Si tratta di una cambio di direzione, contenuta nella manovra correttiva da 3,4 miliardi chiesta dall'Europa e pubblicata in Gazzetta ufficiale il 23 giugno.
 
Bail-in e risparmio gestito


In caso di crisi bancarie, il bail-in non utilizza risorse statali ma “interne” agli istituti. Con una gerarchia precisa. Le perdite vengono ripianate, nell'ordine, da quote degli azioni e altri titoli di capitale;  detentori di titoli subordinati e correntisti con depositi superiori ai 100mila euro. E se la liquidità depositata non appartiene a un correntista ma ad altri organismi? In un primo momento, come precisato da Banca d'Italia su sollecitazione di Assogestioni, risultavano “garantite” le risorse versate nell’ambito di servizi di gestione patrimoniale offerti da Società di Gestione del Risparmio (Sgr) e Società di Intermediazione Finanziaria (Sim)”. Lo stesso valeva per la liquidità depositata da fondi comuni di investimento. Mentre era “priva di tutela quella sottostante Sicaf, Sicav e fondi pensione”. Già lo scorso febbraio, però, Banca d'Italia riconosceva nella normativa “una disparità” e suggeriva di “intraprendere iniziative legislative nelle opportune sedi, nel rispetto dell’ordinamento europeo”.
 
L'emendamento sui fondi pensione

L'iniziativa legislativa è arrivata appena in tempo, con un emendamento presentato il 15 maggio dal deputato Pd  Giovanni Sanga e approvato dalla Commissione Bilancio il 29 maggio. “Sulle somme di denaro e sugli strumenti finanziari della forma pensionistica complementare depositate a qualsiasi titolo presso un depositario non sono ammesse azioni dei creditori del depositario o del sub-depositario o nell'interesse degli stessi”. Poche righe che però escludono senza tema di smentita i fondi pensione dal bail-in, equiparando le risorse della previdenza complementare con quelle di Sgr e Sim. La reazione delle associazioni di categoria è stata positiva.  Giovanni Maggi, presidente di  Assofondipensione ha sottolineato che l'emendamento ha “accolto i molteplici solleciti, anche tecnici, pervenuti al legislatore”. E ha sottolineato che “la tutela del risparmio previdenziale è e deve rimanere inviolabile”. Anche il presidente di Assoprevidenza, Sergio Corbello, ha plaudito. Ma ha definito l'emendamento “un primo passo”. Perché c'è ancora un nodo: restano all'interno del perimetro del bail-in le casse professionali. La manovra correttiva non protegge questi enti. Che non a caso si stanno facendo sentire, nella speranza di un intervento ad hoc.

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