L’allarme sul poco feeling tra il mondo finanziario e i Millennials (i nati tra il 1980 e il 2000) è stato già lanciato qualche mese fa da uno studio di bankrate.com e da una survey di Ramsey Solution: soltanto un terzo dei Millennials investe nel mercato azionario e ben il 60% di loro ha meno di 10.000 dollari di risparmi personali da investire per piani pensionistici. Ma un altro aspetto preoccupante delle loro abitudini emerge da un report dell’Elevate’s Center for the New Middle Class, il centro che ha l’obiettivo di educare e promuovere la consapevolezza tra gli americani dei problemi connessi all’accesso al credito: si sta creando un profondo gap tra i Millennials più facoltosi e tutti gli altri.
 
Due gruppi di Millennials

Secondo il FICO Score, un indice di rating elaborato dalla società californiana di data analytics Fair, Isaac and Company, i Millennials possono essere divisi in due differenti gruppi a seconda della disponibilità economica e di accesso al credito. Nella prima classe rientrano i Millennials ben posizionati per fare progressi concreti nel settore finanziario: hanno un lavoro affidabile, stanno creando una famiglia e hanno la disponibilità per acquistare i migliori servizi e prodotti finanziari. Dall’altra parte invece troviamo i Millennials che hanno difficoltà a raggiungere la stabilità e la sicurezza finanziaria per motivi che spesso esulano dalla loro sfera di controllo.
                                  
La cultura del risparmio per gli americani

Questa suddivisione dei Millennials in due campi distinti porta con sé diverse conseguenze per il settore finanziario, perché stando a un report del Federal Reserve Board il 58% dei Millennials del gruppo più svantaggiato è meno propenso al risparmio rispetto ai Millennials di prima classe. Inoltre, il 41% di loro ammette di finire spesso i soldi prima della fine del mese. In queste condizioni non solo gli investimenti, ma anche i piani di risparmio sono un miraggio. Va detto che si tratta comunque di un problema comune ai cittadini americani, se è vero che il 46% di essi non può coprire una spesa improvvisa di 400 dollari con i propri risparmi. Quindi la questione è anche culturale.
                                                                                        
Le possibili soluzioni per i professionisti del risparmio

Questo grande bacino di potenziali investitori rappresenta il presente ma anche il futuro del settore finanziario. Però serve sapere cosa offrire loro, andare incontro alle loro esigenze e comprendere le loro abitudini. Innanzitutto, bisogna abbandonare gli stereotipi che hanno guidato l’approccio verso i loro genitori, perché il contesto socio-economico è completamente cambiato. Oggi le aziende hanno a disposizione una quantità immensa di dati e con i processi di data analytics possono targettizzare prodotti e servizi per andare incontro ai bisogni di questa generazione così particolare. E i Millennials possono capire meglio i loro stessi comportamenti e le loro stesse aspirazioni grazie a questa analisi dei dati. Iniziare a ragionare insieme su questo importante tema è già un grande passo verso una possibile soluzione.

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