Dai bitcoin alla cura della salute. La blockchain si sta espandendo in diversi settori, anche lontani da quello originario (la creazione e il trasferimento di criptovaluta). Tra le applicazioni più promettenti ci sono quelle in campo sanitario. Lo conferma un report di Ibm intitolato Healthcare rallies for blockchains.
 
La blockchain nel 2017

Ibm ha compiuto un sondaggio, interrogando 200 manager del settore in 16 Paesi. È stato chiesto a che punto è lo sviluppo di soluzioni basate sulla blockchain e quali siano le sue potenzialità. Le risposte confermano un avvenire (e un presente) di grandi prospettive. Il dato più importante riguarda l'attualità della tecnologia. Una fetta corposa degli intervistati (il 16%) afferma che le aziende da loro dirette non guardano al futuro ma al presente: nel corso del 2017 non si stanno fermando alla sola sperimentazione ma si attendono di avere a disposizione un prodotto basato sulla blockchain utilizzabile sul mercato. Questo 16% rappresenta un gruppo di manager che il report definisce “apripista”. Tra di loro, il 60% è convinto che essersi mossi in anticipo consentirà di aprirsi a nuovi mercati e a un nuovo modo (più sicuro) di trattare le informazioni medico-sanitarie. In quali settori? Il 70% indica il tracciamento dei dati clinici e di quelli legati alle sperimentazioni.
 
Meno costi, più efficienza

Il processo sarà graduale, non tanto perché la tecnologia avanzerà lentamente quanto perché dovrà essere accompagnata dalla formazione di un nuovo quadro regolatorio. Ciò nonostante, quasi tutti gli intervistati sono pronti a puntare sulla blockchain. Nove su dieci hanno affermato di voler investire in progetti pilota entro la fine del 2018
 
Gli apripista rappresentano quindi l'avanguardia ma non i soli a crede in questa nuova tecnologia. Il report ha chiesto: “Pensate che la blockchain sarà importante per la sanità?”. La risposta è stata “unanime”: anche chi non ha ancora investito dice “sì”. Perché la tecnologia è capace di ridurre i costi e i rischi e consentirebbe una gestione dei dati più efficiente.
 
Dai big data ai long data

La blockchain permette infatti il trasferimento e la conservazione di informazioni in un database digitale che le fissa e le mette al riparo da possibili manomissioni. L'innovazione sarebbe tale da influenzare l'approccio stesso alla raccolta dei dati. IBM, in proposito, parla di un passaggio dai “big data” ai “long data”. L'importanza delle informazioni sanitarie non è tanto legata alla capacità di raccolta ed elaborazione di una grande quantità di informazioni in un dato momento ma alla possibilità di conservarle per quanto più tempo possibile. Dalla nascita del paziente al presente. Tutta la storia clinica in blocchi digitali. Da trasferire in modo istantaneo qualora servisse.
 
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