Saranno mesi molto intensi quelli che ci aspettano, almeno leggendo tra le righe del primo discorso del Presidente Trump al Congresso degli Stati Uniti. Lotta al terrorismo, tagli alle tasse, abolizione della riforma sanitaria voluta dal suo predecessore Obama, finanziamenti alle scuole per i giovani più svantaggiati, nuovi rapporti commerciali con gli altri Paesi. È ricca l’agenda di The Donald, ma gli occhi di tutto il mondo sono puntati anche sulle mosse della Fed guidata da Janet Yellen e di Mario Draghi alla Banca Centrale Europea.

Il primo dei tre rialzi dei tassi di quest’anno è stato varato dalla Fed, come aveva anticipato la Yellen a inizio mese. Dal canto suo Draghi ha parzialmente ammesso l’avvio di un leggero tapering del Quantitative Easing a partire da aprile, anche la Bce è pronta “ad aumentare in termini di dimensioni o durata” il piano di acquisto di titoli di Stato. Tutto dipenderà da come andrà l’inflazione nel Vecchio Continente.
 
Il futuro degli Stati Uniti tra tagli delle tasse e crescita economica

Trump, nel suo discorso al Congresso, ha anticipato che proporrà un forte taglio delle tasse, in modo da ridare impulso ad aziende e classe media. Ma questo è anche “il momento di ricostruire” l’America, a partire dalle sue fondamenta. La richiesta del Presidente al Congresso è semplice, approvare norme che “producano investimenti per 1.000 miliardi di dollari nelle infrastrutture, finanziati con capitale pubblico e privato, creando milioni di nuovi posti di lavoro”, ha spiegato. Un altro punto molto importante della futura strategia economica è legato ai rapporti con gli altri Paesi. “Sono un forte sostenitore del libero scambio” ha affermato Trump, ma con l'accordo commerciale Nafta con Messico e Canada "gli Stati Uniti hanno perso il 25% della loro forza lavoro nell'industria". È per questo che intende riscrivere gli accordi commerciali con gli altri Paesi, per evitare che le aziende americane siano svantaggiate.
 
La BCE osserva e attende prima di annunciare il tapering

Mentre Trump lancia le sue proposte e Jenet Yellen calcola con attenzione come e quando proseguire la strategia del rialzo dei tassi di interesse avviata lo scorso anno e appena rafforzata con l’ultimo ritocco, la BCE osserva con attenzione sull’andamento dell’inflazione nell’Eurozona. Mario Draghi attende che il petrolio ricominci a guadagnare terreno, solo allora ci si attende che anche l’indice dei prezzi vedrà una crescita costante. Al momento però all’orizzonte non sembra stagliarsi un incremento significativo. Nella nota di inizio marzo, la Bce ha assicurato che l’attuale piano di acquisti proseguirà fino a dicembre e anche oltre se necessario, ma da aprile si passerà da 80 miliardi a 60 miliardi al mese. Un QE che continuerà “fino a quando il Consiglio direttivo non vedrà una regolazione costante nel percorso di inflazione in linea con il suo obiettivo”. Cioè avere un’inflazione appena sotto al 2%.

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