Per sbloccare investimenti pari a 320 miliardi di euro entro il 2025 nell’economia circolare servono azioni politiche e di business modeste, che potrebbero generare però una crescita economica e sociale maggiore di quella realizzabile in uno scenario economico tradizionale.

I numeri della crescita potenziale

La ricerca ha rivelato come la combinazione tra i principi dell’economia circolare e le nuove tecnologie potrebbe produrre benefici pari a 1,8 trilioni di euro entro il 2030. Investendo nell’economia circolare, il Pil potrebbe crescere dell’11%, anziché del 4 per cento.
 
Una crescita accompagnata anche da benefici sociali. E dal dimezzamento delle emissioni di anidride carbonica rispetto ai livelli attuali. I consumi primari di auto, materiali da costruzione, terreni edificabili, fertilizzanti sintetici, pesticidi, acqua destinata all’agricoltura, combustibili ed energia elettrica non rinnovabile potrebbero scendere del 32% entro il 2030 e del 53% entro il 2050.
 
Secondo lo studio, in un’Europa caratterizzata dalla lenta ripresa post-crisi e dalla stagnazione degli investimenti industriali, un’economia basata sulla circolarità potrebbe essere una fonte di innovazione e rinnovamento che apre nuove opportunità di investimento. Le aree centrali di investimento individuate dalla ricerca sono dieci, afferenti soprattutto ai settori del cibo, mobilità e ambiente.
 
Le opportunità di investimento e i settori chiave

Il report sottolinea la rilevanza di ogni settore, le opportunità, i business già esistenti, le barriere e i potenziali benefici economici. Ad esempio, la condivisione delle auto potrebbe creare una nuova industria di veicoli con una durata maggiore, composti da materiali più resistenti e altamente innovativi, magari sfruttando le stampanti in 3D e la ricerca sui materiali. Solo nel settore delle “macchine circolari”, i vantaggi totali per l’UE potrebbe essere di 75 miliardi entro il 2030.
 
Le opportunità di investimento nel settore delle auto ammonterebbero a 135 miliardi di euro. Nel comparto dell’agricoltura rigenerativa, invece, si potrebbero investire fino a 70 miliardi. Sul fronte dell’ambiente, invece, il calcolo è che ci siano 115 miliardi di potenziali investimenti, tramite la riqualificazione degli edifici, il riutilizzo dei materiali e l’integrazione dei principi dell’economia circolare nella progettazione urbana.
 
Un nuovo paradigma per la crescita dell’Europa, in cui l’uso dei beni di consumo viene massimizzato riducendo gli sprechi. Ora politici e imprenditori dovranno coglierne le grandi opportunità sociali ed economiche.

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