Per salvare le risorse (del pianeta) servono risorse (cioè capitali). Questi ultimi sono in aumento. Tra il 2013 e il 2015, gli investimenti impegnati nella difesa della natura, in attività sostenibili di agricoltura, pesca, industria del legname e gestione delle acque sono aumentati del 63% tra il 2013 e il 2015. Il totale investito dal 2014 al 2015 arriva così a 8,2 miliardi. Lo afferma il report Forest Trends' Ecosystem Marketplace.
 
Investimenti privati sul cibo sostenibile

Si tratta di investimenti sostenibili non solo dal punto di vista ambientale ma anche sotto il profilo finanziario. Chi ha puntato sul green, si attende profitti superiori rispetto ad altre attività. In un panorama di tassi bassi, un investitore su due si aspetta ritorni superiori al 10%. E un un altro 31% tra il 5% e il 9,9%. All'interno dell'universo verde, non tutti i settori hanno la stessa capacità di attrazione. Anzi, ce n'è uno egemone: “cibo e fibre sostenibili” hanno convogliato 6,5 miliardi di dollari, cioè quasi l'80%. 1,3 miliardi di dollari sono andati alla conservazione degli habitat. E 400 milioni al miglioramento della qualità o della quantità dell'acqua. L'oro blu è il segmento che ha ricevuto meno risorse in senso assoluto e non ha ancora solidi trend di crescita. Anche se tra il 2014 e il 2015 gli investimenti sono raddoppiati (da 25 a 52 milioni), superando la cifra media registrata  tra il 2009 e il 2013 (43 milioni). Si tratta, molto spesso, di investimenti non rivolti direttamente al comparto idrico ma che fanno parte di più vasti interventi sull'intero ecosistema.
 
Acqua regina degli investimenti pubblici

Lo scenario cambia radicalmente se si passa dagli investimenti privati a quelli pubblici, che si dimostrano complementari. Tra il 2009 e il 2015, sono proprio quantità e qualità dell'acqua a fare la parte del padrone: 21,5 miliardi tra il 2009 e il 2015. Cibo sostenibile e conservazione degli habitat hanno ricevuto la stessa cifra: 5,1 miliardi ciascuno. Confrontando settore pubblico e privato, si nota che il primo è ancora maggioritario. Si osservano però andamenti differenti. Gli investimenti pubblici sono stabili: 800 milioni l'anno agli habitat, tra gli 800 e i 900 per il cibo e 1,3 miliardi per l'acqua. Come detto, gli investimenti privati crescono: nel 2015, per la prima volta quelli privati destinati a “cibo e fibre sostenibili” (1,5 miliardi) hanno superato quelli pubblici. Merito di un comparto che sta diventando globale: mentre per habitat e acqua si guarda quasi esclusivamente al Nord America, nel caso di cibo e fibre c'è una maggiore distribuzione: 33% degli investimenti in Usa e Canada, 29% in America Latina, 19% in Oceania, 9% in Africa e Asia.

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