L'altalena dei Bitcoin punta verso l'alto. La criptovaluta ha aperto il 2017 in netto progresso. La quotazione ha sfondato quota mille dollari e si è arrampicata, il 4 gennaio, fino a 1.129 dollari. La cifra sfiora il record assoluto: i 1.147 dollari, registrato alla fine del 2013. Alla salita di tre anni fa era seguito un altrettanto repentino crollo. I Bitcoin, un anno dopo aver toccato i propri massimi, erano scesi fino a 177 dollari. Da allora (gennaio 2015) è iniziata però una risalita costante, fino all'exploit a cavallo di nuovo e vecchio anno. Per quale motivo?

 
Cosa sono i Bitcoin

I Bitcoin sono una moneta elettronica, basata su un protocollo definito nel 2008 da Satoshi Nakamoto, un personaggio la cui identità resta misteriosa. La rete Bitcoin, a differenza delle monete tradizionali, non è gestita da una banca centrale ma è contraddistinta da un database distribuito, che tiene traccia di tutte le transazioni. L'emissione di nuova moneta passa per l'attività di mining, cioè per la scoperta (mining è un termine che vuol dire “estrazione” e si riferiva alle attività minerarie) di un codice che chiuda un nuovo blocco e lo aggiunga al gigantesco database.
 

Pregi e difetti

Uno dei principali difetti imputati alla criptovaluta è la volatilità. E le montagne russe degli anni scorsi sembrerebbero una conferma. Secondo gli analisti di ARK Investment, però, nel 2016 la volatilità (pur rimanendo un fattore da tenere in considerazione) si è mantenuta su livelli paragonabili ad altri beni “tradizionali”, come il petrolio. Tra i fattori che hanno contribuito a varcare quota mille ci sarebbe quindi la visione del Bitcoin come bene rifugio, sospinto dall'incertezza successiva alla Brexit e all'elezione di Donald Trump. Sembrerebbe andare in questa direzione la scelta dei detentori di moneta virtuale. Anche se il volume delle transazioni è cresciuto del 118% tra il 2015 e il 2016, buona parte delle monete virtuali già estratte resta ferma. Usate cioè come un bene più che come una moneta per acquistarne altri.
 

Una crescita strutturale?

L'altra ragione della crescita si lega al protocollo su cui si basa Bitcoin. Ogni quattro anni, la criptovaluta estraibile si dimezza. In sostanza, ce ne sarà sempre meno a disposizione. E, vista la crescente diffusione, aumenterà la richiesta. Domanda in aumento e offerta sempre più scarsa sono la chiave (per i Bitcoin come per qualsiasi bene) per l'incremento del prezzo. È questa la caratteristica che indicherebbe un apprezzamento strutturale nel medio-lungo periodo (al netto delle turbolenze su orizzonti più brevi).
 
Legata alla domanda c'è la questione Cina, divenuto il principale mercato per i Bitcoin. Il deprezzamento dello yuan e i controlli di Pechino sui deflussi di capitale hanno accresciuto l'appeal della moneta, vista come uno strumento utile per superare le barriere. Il legame tra le mosse cinesi e il valore della criptomoneta è stretto: è bastato un warning della People’s Bank of China, lo scorso 4 gennaio, per far ritracciare il prezzo sotto i 900 dollari.