Il futuro incerto del nostro pianeta a causa del riscaldamento globale, dei pesanti cambiamenti climatici e della crisi idrica di molti Paesi ha messo gli americani sull’attenti. Dobbiamo prenderci cura della nostra acqua e investire cifre importanti per assicurarci il futuro benessere. Le persone sono disposte a investire parte dei propri soldi per prevenire i problemi relativi al comparto idrico sostiene una ricerca dell’Università del Delaware avviata in seguito alla crisi dell’acqua di Flint, cittadina del Michigan.

L’emergenza idrica di Flint, Michigan
Dopo quello che è successo nella città di Flint, nello stato americano del Michigan, ha fatto aprire gli occhi a tutti gli Stati Uniti sui potenziali pericoli legati all’inquinamento dell’acqua. A inizio anno il Presidente USA Barack Obama ha dovuto proclamare lo stato di emergenza e provvedere a mandare aiuti federali in questo centro urbano di 100 mila abitanti dove sono state scoperte alte percentuali di piombo nell’acqua considerata potabile del fiume Michigan. Dall’aprile del 2014, in seguito a un rinnovamento del sistema idrico della città, che non avrebbe più dovuto appoggiarsi al sistema della vicina Detroit, gli abitanti iniziarono a segnalare in massa che l’acqua del fiume era di cattivo gusto e aveva un odore sospetto. In seguito ad alcuni test indipendenti si è così scoperto che l’acqua del fiume Michigan, a causa della sua alta corrosività, riusciva ad assorbire il piombo dalle tubature cittadine, diventando così tossica.

Il pericolo della legionellosi a Flint
Infatti, negli ultimi mesi del 2015 sono state riscontrati quasi 100 casi di legionellosi, un’infezione del sistema respiratorio che si contrae quando si consuma acqua contaminata, anche se le autorità sanitarie non hanno ancora confermato il legame di causalità tra questi casi clinici e l’acqua del fiume. Le ricerche vanno avanti, ma sono state registrate 10 morti sospette e da più parti viene data la colpa alle autorità che prima hanno negato il problema e poi non hanno saputo gestire l’emergenza.
 
Più investimenti per il bene comune
La ricerca dell’Università del Delaware ha chiesto a 250 agricoltori e abitanti delle comunità rurali americane dove avrebbero preferito destinare le proprie donazioni, se all’American Water Works Association, un ente che lavora in modo tradizionale industriale per la protezione dell’acqua, o se al Conservation Fund. È emerso che la maggior parte degli intervistati preferiscono investire nella protezione e nella prevenzione, piuttosto che nelle implementazioni tecnologiche. Ciò che ha spinto gli americani a puntare sulla prima proposta è stato il fatto che l’American Water Works Association negli anni ha protetto 100 proprietà in tutto il Paese, preservando dal pericolo di inondazione oltre 3.000 acri di terra, circa 30 comunità e più di 1 milione di persone, salvando 1,3 miliardi di litri d’acqua grazie alla tutela delle zone umide protette. Meglio prevenire che curare.