Nel Vecchio Continente, quello che sta per finire potrebbe essere l’anno dei record del settore tecnologico. Gli investimenti in tecnologia in Europa nel 2016 toccheranno i 12,8 miliardi di euro, più degli 11,8 miliardi del 2015 e quasi cinque volte il livello di cinque anni fa. Sono i numeri che la società di venture capital Atomico ha divulgato nel corso della Conferenza Slush per startup a Helsinki, Finlandia.

Nuovi centri tecnologici stanno nascendo a Monaco di Baviera, Zurigo, Copenaghen e Lisbona, grazie al nuovo flusso di denaro destinato a comparti tech diversi, dalla musica al fintech, dalla moda al cibo. Cinque delle prime dieci università specializzate in competenze tecnologiche si trovano in Europa. E il Vecchio Continente sembra anche avere una marcia in più rispetto agli Stati Uniti nello sviluppo di software, si legge nel report di Atomico. Secondo i dati di Stack Overflow Developer Insights, ci sono 4,7 milioni di sviluppatori professionali in Europa rispetto ai 4,1 milioni americani. Certo, il gap di investimenti rispetto agli Stati Uniti resta ampio, pari a 23,6 miliardi di dollari. Basterebbe, dicono, investire anche solo lo 0,6% dei circa 3,85 triliardi di dollari depositati nei fondi pensione europei nel settore tecnologico.
 
Anche sul fronte italiano quest’anno si registra qualche record. Secondo l’Osservatorio startup hi-tech del Politecnico di Milano, gli investimenti in capitale di nuove imprese innovative nel 2016 ammontano a 182 milioni di euro, il 24% in più rispetto al valore complessivo registrato nel 2015. Se poi si aggiungono gli investimenti da parte di soggetti internazionali, il valore complessivo sale a 217 milioni di euro.
 
Per la prima volta gli investitori istituzionali sfondano il tetto dei 100 milioni di euro, raggiungendo il valore assoluto di 101 milioni di euro e crescendo del 33% ( + 25 milioni) rispetto al 2015. A questi si affianca il mondo variegato degli investitori informali o delle aziende che investono in capitale di rischio delle startup, che ha avuto un incremento del 14%, passando dai 71 milioni di euro del 2015 agli 81 milioni di euro del 2016. E poi si sommano anche i 35 milioni che arrivano dagli investimenti internazionali.
 
Anche qui, però, il segno più non deve far dimenticare quanto ancora il mondo degli investimenti in tecnologia in Italia sia indietro rispetto ai vicini Paesi europei. In Italia i venture capital investono solo un settimo di quanto fanno i tedeschi, un sesto di quanto fanno i francesi, superando solo di pochi milioni gli investimenti spagnoli. Insomma, c’è ancora tanto cammino da fare per raggiungere i livelli europei, senza neanche pensare all’outlier americano.