L’Italia ha bocciato la riforma costituzionale del governo Renzi. Il No al referendum del 4 dicembre ha prevalso con il 59,11% contro il 40,89% del Sì. Il presidente del Consiglio ha annunciato subito le dimissioni e nel pomeriggio salirà al Quirinale. La fine del governo apre una fase di grande incertezza politica ed economica per l’Italia. Ipotesi che nei giorni precedenti aveva tenuto i mercati con il fiato sospeso. Ma il giorno dopo la vittoria del No, le Borse sembrano reagire senza particolari drammi. Anche grazie al fatto che è stata evitata la tempesta perfetta, con la vittoria dell’esponente dei verdi Alexander Van del Bellen alle elezioni presidenziali austriache.

 
A Piazza Affari il FTSE MIB, anche se registra la prestazione peggiore in Europa, ha perso inizialmente due punti percentuali, ma poi ha recuperato terreno fino al rialzo.
 
L’incognita dei mercati finanziari riguarda, come previsto, i titoli bancari italiani con le imminenti ricapitalizzazioni di Mps e Unicredit a rischio. I titoli dei due istituti in avvio hanno faticato a fare prezzo per poi recuperare in parte terreno nei momenti successivi. In ribasso anche Bpm, Banco popolare, Etruria, Ubi, Intesa e Mediobanca.
 
Lo spread Btp/Bund ha aperto in rialzo a 172 punti, dai 161 della chiusura di venerdì scorso. Il rendimento dei decennali italiani è salito al 2,04%  dall’1,90% di venerdì.
 
Le Borse europee hanno avuto una partenza contrastata. In lieve calo Madrid, mentre gli altri principali mercati sono in terreno positivo. Le asiatiche chiudono in calo, da Tokyo a Shangai. Mentre l’Euro dopo le dimissioni di Renzi è sceso ai minimi da 20 mesi, per poi risalire, ma restando comunque sotto quota 1,06 dollari.
 
Il commissario Ue per gli Affari economici e monetari, Pierre Moscovici, ha dichiarato che «l’Italia è un Paese solido con solide autorità e ho piena fiducia che sappia gestire la situazione. C’è una certa instabilità politica ma il Paese è davvero stabile oltre che una grande economia».
 
Dopo le dimissioni di Renzi, bisognerà capire ora cosa farà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a chi affiderà l’incarico e quale esecutivo si formerà. L’Italia dovrà dimostrare di essere un Paese affidabile sul quale i mercati possono contare, in grado di contenere populismi e voti di protesta e di attrarre ancora investimenti. È su questo che probabilmente si vedrà la vera reazione dei mercati.