Seguendo la migliore tradizione dei modelli di welfare nordici, il Governo italiano ha deciso di lanciare lo Student Act. Un provvedimento per garantire aiuti a studenti meno abbienti e meritevoli, che si rende sempre più necessario per offrire un futuro ai giovani italiani: è di pochi giorni fa il dato preoccupante sui quasi 40 mila under 35 che hanno abbandonato il nostro Paese solo nel 2015 secondo la Fondazione Migrantes.
Per i giovani il discorso dell’emigrazione è differente rispetto a chi ha qualche anno in più: la loro mobilità, nota il report, “può modificarsi continuamente perché non si basa su un progetto migratorio già determinato ma su continue e sempre nuove opportunità incontrate”. Sembra arrivato il momento di creare queste opportunità anche nel nostro Paese.
 
A caccia dei 500 talenti
Il piano del governo non è ancora massiccio, ma il segnale è forte e simbolico: una squadra di selezionatori (ancora da definire caratteristiche e numero) dovrà scovare 500 studenti ultra talentuosi nelle scuole superiori di tutta Italia e finanziarli fino al completamento degli studi con una borsa di studio pensata ad hoc. Vitto, alloggio, tasse, materiale per gli studi: un aiuto che sembra si aggirerà tra i 10mila e i 15mila euro all’anno.
I fondi per ora si attestano sui 10 milioni, ma se dovesse funzionare potrebbero essere ampliati. Resta da capire su quali basi verranno valutati i 500 ragazzi meritevoli, che rimangono comunque pochi rispetto ai circa 500mila diplomati di ogni anno. Tutti i dettagli sono allo studio della commissione, che farà una proposta per includere lo Student Act nella prossima Legge di Stabilità.
 
Aiuti in fase di consolidamento
Già l’anno scorso erano stati riservati 50 milioni per le borse di studio universitarie e il progetto è di confermarli anche per quest’anno. Ma vanno aggiunti al pacchetto 96 milioni per gli studenti più in difficoltà (si parla della fascia con redditi intorno ai 13 mila euro annui), in modo da garantire loro l’esenzione totale di una no-tax area. A farsi carico delle spese presso gli Atenei ci penserebbe lo Stato, che anzi vorrebbe anche poter premiare i singoli Dipartimenti degli Atenei che si sono mostrati centri di eccellenza. La terza parte di questo pacchetto sarebbe la conferma del “bonus cultura”: come già accaduto lo scorso anno, anche nel 2017 i ragazzi che compiranno 18 anni riceveranno 500 euro da utilizzare per la propria formazione. Il futuro riparte dai giovani, ma devono essere messi nelle condizioni giuste.