L’obiettivo di Ansaldo Energia è attivare il nuovo stabilimento di Cornigliano, quartiere nel ponente di Genova, a giugno 2017. Un impianto che produrrà le turbine a gas Alstom Gt 26 e 36, che arriveranno fino a 550 tonnellate di peso, e che costerà circa 65 milioni di euro. Questi macchinari di nuova generazione prima venivano prodotti in Germania, ma l’Amministratore Delegato del Gruppo Giuseppe Zampini ha deciso di portarli in Italia per un motivo molto semplice: “Lasciare lì la produzione avrebbe significato avviare una strategia di delocalizzazione che abbiamo già evitato negli anni passati per mantenere la centralità del sistema in Italia”.

Un affare tra Germania, Francia, Italia e Usa
A febbraio il Gruppo ligure specializzato nella produzione di centrali elettriche ha acquistato da General Electric la le attività delle turbine a gas heavy duty di Alstom, azienda francese che il colosso americano ha ceduto ad Ansaldo Energia per 120 milioni di euro. Questa operazione ha riguardato diversi asset: tutti i diritti di proprietà intellettuale detenuti da Alstom per le ultime versioni delle turbine a gas heavy duty GT26 e GT36, gli attuali upgrade e la tecnologia di sviluppo per quelli futuri, i contratti di service per 34 turbine GT26 già vendute e installate da Alstom negli ultimi anni e infine gli oltre 400 dipendenti Alstom a Baden in Svizzera, che continueranno a sviluppare la tecnologia per turbine a gas heavy duty acquisita e a supportare il settore service e componenti.
 
L’indipendenza tecnologica
Così Ansaldo Energia, partecipata al 44,8% da Cdp Equity (quindi dalla Cassa Depositi e Prestiti del Ministero dell’Economia dello Stato italiano) e per il 40% dal gigante cinese Shangai Electric, ha completato un percorso per raggiungere l’indipendenza tecnologica nella produzione delle turbine a gas. Fino a pochi anni fa aveva sempre lavorato su licenze della tedesca Siemens.
 
Il business di Ansaldo Energia vola anche all’estero
Nel corso dei primi mesi del 2016 il gruppo genovese già operativo in 90 Paesi ha chiuso due importanti accordi. Il primo, siglato a marzo, prevede due contratti di fornitura di turbine nel Sultanato dell’Oman per circa 600 milioni di euro. Il secondo, per un totale di 80 milioni di euro, riguarda l’Indonesia e l’isola di Giava e porterà anche alla realizzazione di un ufficio a Giacarta. Il rilancio prosegue in tutto il mondo.