Le crociere accelerano la velocità di navigazione. La Cruise Lines International Association (Clia), l'associazione internazionale del settore, ha registrato un 2015 oltre le attese e ritoccato al rialzo le stime per il il 2016.
 
Lo scorso anno, i passeggeri nel mondo sono stati 23,2 milioni. Viene così certificato un doppio progresso: il dato supera le stime della Clia (che si erano fermate a 23 milioni) e migliora del 4% la cifra registrata nel 2014. L'andamento oltre le aspettative ha creato una scia virtuosa che si rifletterà sull'annata in corso: la Clia prevede 24,2 milioni di viaggiatori nel 2016.
 
La crescita del Vecchio Continente
Anche l'Europa mostra segnali positivi. E non solo per numero di passeggeri: l'impatto economico del settore sull'economia continentale vale 40,95 miliardi, con un progresso del 2% rispetto al 2014. La spesa diretta ammonta a 16,89 miliardi (poco meno di 300 milioni in più rispetto all'anno precedente). I posti di lavoro creati sono stati 10 mila e contribuiscono ai 360.571 totali.
 
Italia leader europeo
Anche nel 2015 l'Italia si conferma il primo mercato per destinazione (con 6,8 milioni di passeggeri) e il terzo per provenienza (con 810 mila viaggiatori). E resta il Paese leader nella costruzione di navi. Ecco perché l'economia italiana è quella che, in Europa, ha la ricaduta più consistente: 4,5 miliardi di euro e 103 mila posti di lavoro. Il dato è in leggero calo rispetto al 2014 (-1%). Pesa soprattutto la spese per i cantieri navali (-4,9%), ma non mancano segnali confortanti: le spese di passeggeri ed equipaggi nelle città portuali sono aumentate de 5,7%.
 
Il traino dell'Asia
Il motore principale della crescita globale è l'Asia. Nel 2015 il numero di passeggeri è cresciuto del 24%, per un totale di 2 milioni di viaggiatori. Il progresso resta solido (+14%) anche all'allargando lo sguardo all'intera regione, che include Australia, Nuova Zelanda e il Pacifico. È la dimostrazione di grandi margini di miglioramento sul piano globale. Le crociere hanno infatti uno dei tassi di soddisfazione maggiori, ma costituiscono solo il 2 per cento del mercato del viaggio di piacere.