La Banca Centrale Europea riapre le porte (e le casse) alla Grecia. Francoforte ha deciso di riammettere i bond greci nelle operazioni di rifinanziamento. Una misura tecnica, con una ricaduta sull'economia reale contenuta. Che però rappresenta una tappa simbolica importante.

La decisione della BCE
Nel dettaglio, la decisione della BCE, approvata lo scorso 22 giugno, riammette il cosiddetto “waiver” sui bond di Atene. Si tratta di una deroga, che consente alle banche greche di presentare i titoli di Stato come collaterale nonostante il loro status sia ancora quello di titoli speculativi. Un bel passo avanti, perché permette agli istituti di reperire risorse in modo molto più economico. Dall'inizio del 2015, con l'esclusione dei bond dalle operazioni di rifinanziamento della BCE, le banche elleniche hanno infatti dovuto attingere all'Emergency liquidity assistance, un meccanismo che con il quale a sostenere un istituto illiquido sono le banche centrali (che si accollano i rischi dell'operazione). Una soluzione più costosa per la Grecia.
 
I perché della scelta
Risparmio reale e segnale di apertura: l'accesso ai finanziamenti diretti della BCE deve essere visto all'interno di un quadro più ampio. Il provvedimento è arrivato a poche ore dall'accordo che sbloccava 7,5 miliardi di euro di aiuti, consentendo ad Atene di mantenere gli impegni presi. La Banca centrale ha spiegato chiaramente che la sua scelta è stata un riconoscimento agli sforzi ellenici. L'Eurotower ha infatti “tenuto conto del via libera della seconda tranche dell'ESM” e ha seguito “i pareri positivi della Commissione europea sul pacchetto di riforme approvate” e “gli impegni del governo greco per incrementare i correttivi macroeconomici”.    
 
Gli effetti immediati
Quale effetti avrà la riammissione dei bond greci? L'unica certezza riguarda i bilanci bancari. Gli istituti potranno ottenere liquidità a condizioni più favorevoli. Viste la difficoltà del sistema, sono risorse che, con tutta probabilità, saranno utilizzate più per alleggerire i bilanci che per ampliare il credito. Si tratta comunque di risparmi consistenti, nell'ordine di qualche decina di milioni di euro. Anche se gli effetti non si vedranno subito, si tratta comunque di un passo importante e necessario. Un passo propedeutico a quello successivo, ben più consistente, verso la normalizzazione creditizia.
 
Le prospettive future
Nel comunicato che ha ufficializzato la reintroduzione del waiver greco, la Banca Centrale Europea conferma che “esaminerà possibili acquisti di titoli governativi greci attraverso il Public sector purchase programme in un secondo momento”. Si tratta, in altre parole, di un allargamento del Quantitative Easing ad Atene. Certo, non ci sono termini definiti. E la BCE conferma che dipenderà dai progressi fatti sulla sostenibilità del debito e dalla valutazione del rischio. Ma resta significativo il fatto che l'Eurotower abbia voluto mettere l'eventualità nero su bianco