Le strategie di una banca centrale non riguardano solo modifiche ai tassi di interesse, lancio di programmi come il Quantitative Easing o piani di rifinanziamento dal nome contorto come il TLTRO. Sono fatte anche di piccole scelte che possono apparire poco importanti, ma che invece portano con sé molte valutazioni e conseguenze. Una di queste è la decisione del Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea di stoppare l’emissione della superbanconota da 500 euro a partire dagli ultimi mesi del 2018.
 


Attenzione, però: questo significa che il biglietto viola finirà fuori produzione, ma quelli già esistenti manterranno il proprio valore. L’obiettivo è ridurre progressivamente il numero delle banconote da 500 euro in circolazione smettendo di stamparle e sostituendole con tagli più piccoli. Tutti i possessori potranno cambiarle presso le banche centrali dell’Eurosistema per un periodo illimitato, ha specificato la BCE.

Una mossa contro criminalità organizzata ed evasori
Il calcolo è molto semplice: è sufficiente una cassetta o una valigetta da 45 centimetri per contenere 10 milioni di euro in pezzi da 500. Trafficanti, terroristi ed evasori hanno finora potuto sfruttare questi biglietti per spostare grandi quantità di denaro cash e quindi non tracciabile. Soltanto il 3% delle banconote attualmente circolanti sono in biglietti da 500 euro, ma questo taglio rappresenta il 28% del valore totale degli euro. La BCE ha più volte sostenuto che la banconota viola può facilitare attività illegali, quindi ridurne la quantità sul mercato dovrebbe favorire transazioni digitali e con carta.
 
Cenni storici: i tagli massimi nell'Europa pre-euro
Prima che entrasse in vigore l’euro, i tedeschi avevano anche la banconota da 1.000 marchi, mentre in Italia il taglio più grosso che ricordiamo tutti era quello con Raffaello Sanzio del valore di 500 mila lire. Curioso invece il caso dell’Olanda: la banconota più “pesante” era da 1.000 fiorini, ma stranamente il secondo taglio era da 250, saltando così il pezzo da 500. Ancora più ampia era la scelta dei greci: negli ultimi anni abbiamo sentito spesso la possibilità che facessero ritorno alla dracma e, se così fosse, la superbanconota di Atene varrebbe 10.000 dracme. Sono invece molto più pragmatici gli irlandesi: il massimo che si poteva raggiungere era il biglietto da 100 sterline. Per non parlare poi della lira cipriota, che raggiungeva al limite le 20 lire. A quanto pare, tutto è relativo.

Paesi Ue divisi sulla decisione
Tra i maggiori sostenitori di questa nuova disposizione, oltre ovviamente a Mario Draghi, troviamo Italia e Francia e la motivazione si può trovare nelle parole del ministro delle Finanze Michel Sapin: «La banconota da 500 è utilizzata più per nascondere le cose che per comprarle». Di tutt’altro avviso è invece la Germania, dove storicamente le persone sono abituate a conservare grandi quantità di denaro e pagare tutte le proprie spese in cash. Inoltre, lamentano i tedeschi, si andrebbe verso una società più rigida dove tutte le transazioni sarebbero telematiche e quindi tracciabili. Una spiegazione forse un po’ esagerata per la sola cancellazione di un taglio di banconote.