Un nuovo debito, per pagare un vecchio debito e avere così di nuovo la possibilità di creare altro debito. È per questo motivo che il governo del Presidente Mauricio Macri si è impegnato per trovare un accordo con i cosiddetti “fondi avvoltoio”, i fondi americani che hanno rastrellato i bond dai legittimi proprietari dopo che l’Argentina era andata in default.
Questi hedge fund si sono meritati un tale soprannome da Buenos Aires perché avevano pagato i titoli solo pochi centesimi per ogni dollaro di valore nominale e poi si sono impegnati in lunghe battaglie legali per avere il pieno rimborso. Quel 7% di investitori che aveva scelto di non ristrutturare dopo il default da 100 miliardi del 2001 ha pensato di non riuscire più a rientrare in possesso di tutto il capitale investito e ha quindi ceduto i propri asset a questi fondi, che alla fine hanno trovato l’accordo.
 
Di nuovo in gioco, 15 anni dopo
Una volta sistemati definitivamente i conti, l’Argentina è pronta per ripartire: Buenos Aires ha trascorso 15 anni senza respirare il profumo del mercato obbligazionario mondiale e ora ha intenzione di offrire circa 12,5 miliardi di dollari di obbligazioni, soprattutto verso Stati Uniti e Regno Unito. Non sarà un’operazione semplice però: dopo quanto è successo il rendimento offerto dovrà essere particolarmente interessante per attirare nuovi (o vecchi) investitori e convincerli a puntare sui tango bond. I mercati sono a volte irrazionali ed emotivi, ma non dimenticano facilmente.
 
L’Argentina può tornare a correre
Il ministro argentino delle Finanze nonché ex governatore della banca centrale Alfonso Prat-Gay ha confermato che il Paese aveva bisogno di un’intesa dopo 12 anni di assenza dai mercati finanziari. “Questo contenzioso vale circa il 3% del nostro prodotto interno lordo, ma è un enorme spreco di tempo ed energia, perciò vogliamo mettercelo alle spalle”, ha spiegato Prat-Gay. Dopo due proposte di ristrutturazione nel 2005 e nel 2010, ora sembra finalmente arrivato il momento di dimenticare tutto e ripartire. Un debito sano e in grado di essere rimborsato è la benzina fondamentale per un motore che vuole tornare a correre.