L’universo dei premium brand è molto sfaccettato, come abbiamo già visto nel primo articolo di questa mini-rubrica. Esistono però alcune nicchie che vivono di vita propria e che continuano a crescere in notorietà, attraendo l’interesse di molte fasce della popolazione mondiale. Una di queste nicchie è il wellness, come ci conferma anche un’indagine di Nielsen: per vivere in modo più sano, tre consumatori su quattro hanno ammesso di aver cambiato le proprie abitudini alimentari e quasi altrettanti si dedicano a qualche forma di esercizio fisico.
 
Il boom dell’abbigliamento sportivo alla moda

Tra i prodotti del benessere troviamo alimenti bio, attrezzature sportive di design, integratori alimentari, abbigliamento sportivo di lusso. Proprio quest’ultimo ha registrato la crescita maggiore, secondo una stima di Euromonitor: a livello mondiale, l’abbigliamento per atletica nel 2014 ha rappresentato circa il 15% delle vendite complessive di scarpe e abbigliamento sportivo, per un valore di 269,2 miliardi di dollari. E le previsioni sono ancora maggiori: negli Stati Uniti le vendite continueranno a crescere e verranno affiancate da una forte espansione internazionale, come prevede Deutsche Bank: entro il 2030 le vendite al di fuori degli USA potrebbero arrivare a 4,5 o addirittura 5,5 volte i livelli di oggi.
 
Le strategie dei brand del benessere
Sport e moda si sono incontrati grazie a brand come Nike, Lululemon Atletica, Under Armour. L’obiettivo di ognuno di questi Gruppi è differenziarsi a partire dall’alta qualità e dalla grande personalizzazione dei prodotti che mettono in commercio. Per supportare questa strategia, questi marchi sono fortemente presenti sui social media, dove creano community di utenti. Per esempio Lululemon nel suo spazio digitale offre eventi gratuiti come lezioni di yoga e club di runner, mentre Under Armour ha scelto come partner atleti di alto profilo per movimentare la propria comunicazione digital.
 
Un nuovo modo di vivere il lusso
I consumatori benestanti, soprattutto quelli che vivono nei Paesi più avanzati, non si accontentano più di possedere beni di lusso. Chiedono esperienze legate al lusso, afferma una ricerca di BCG e Ipsos. Troviamo un chiaro esempio di questa evoluzione nel settore dei viaggi: la fetta più alta di turisti ricchi vogliono servizi innovativi e taylor-made dalle strutture che li ospitano. Su questa via si sono incamminate grandi catene come W, Sheraton, Westin.
Un discorso simile va fatto per le crociere, non più destinate soltanto a un target over 50. Le compagnie hanno investito parecchio per attirare anche i più giovani con esperienze deluxe come palestre di arrampicata sportiva, trapezi volanti e spettacoli in stile West-End. Questa nuova tendenza, unita a una maggiore efficienza delle navi, ha portato società come Royal Caribbean e Carnival a prevedere un raddoppio dei guadagni entro il 2017. Un obiettivo sfidante, certo. Ma se tutto il comparto continua a crescere, perché non dovrebbero porselo?