I premium brands non conoscono crisi. I marchi di fascia alta che offrono prodotti e servizi di qualità (senza dimenticare il loro valore simbolico) hanno visto il loro margine operativo lordo crescere del 9,3% negli ultimi 10 anni.

Ancora meglio è andata agli investitori che hanno puntato sul settore, con rendimenti del 166% nel decennio 2005-2015. Il 52% in più rispetto a quello delle società che compongono l'MSCI World, indice che tiene il polso dei Paesi sviluppati con 1612 titoli di livello globale.
 
I premium brands rappresentano un orizzonte ampio e diversificato, che va dalla moda all'automotive fino alla gioielleria. Ma, anche nel 2016, conserva delle opportunità. A patto di tenere d'occhio alcuni trend.   
 
Cambia la geografia del lusso
Se fino a ora i premium brands hanno ricevuto slancio da Nord America, Europa e Giappone, adesso la crescita arriva da altre regioni. I Paesi in via di sviluppo stanno producendo una nuova classe media: negli Stati emergenti, il numero delle famiglie con un reddito superiore ai 70 mila dollari l'anno triplicherà entro il 2025. Un nuovo bacino cui attingere.
 
E-commerce, social media e user experience
L'e-commerce e i social media hanno cambiato il rapporto tra azienda e consumatore. Un principio che vale anche per il mercato del lusso. L'esperienza d'acquisto (che concorre a rendere un marchio “premium”) è sempre più spesso una user experience online. Intercettare questo trend è decisivo.
 
Il lusso è un'esperienza
I consumatori sono sempre più maturi, informati, esigenti. E attenti alle qualità immateriali dei beni e dei servizi. Il lusso, quindi, non è più solo un oggetto ma s'impone come esperienza (dai viaggi al wellness). 
 
La polarizzazione dei consumi
Se la platea diventa più ampia, cambia anche la sua composizione. Redditi e provenienze geografiche differenti rendono il mercato premium brands più polarizzato. Da una parte prodotti con prezzi elevatissimi e accesso iper-esclusivo. Dall'altra  un lusso più accessibile. Stretta tra questi due estremi, soffrono i prodotti di fascia media. Novità dei quali imprese e investitori devono tenere conto.