Sono un’assicurazione, una protezione, un rifugio. I metalli preziosi in genere vengono considerati un porto sicuro nel quale rifugiarsi quando i mercati sono altamente volatili e soffrono di grande incertezza e turbolenza.
Le loro caratteristiche sono la stabilità e la solidità, perché sono asset che non vengono influenzati eccessivamente dalle piazze finanziarie mondiali e dalle oscillazioni delle valute. Piuttosto, risentono (o guadagnano) dalle aspettative di inflazione e dalle politiche monetarie.
 
L’oro, il bene rifugio per eccellenza
Ci sono diversi modi per investire nel metallo più prezioso. Si possono utilizzare gli strumenti derivati sulle commodity e ciò significa comprare certificati, fondi specializzati oppure ETC (Exchange Traded Commodity). Ma in alcuni casi questi contratti sono legati proprio all’oro fisico e quindi più fedeli al suo andamento. Un’alternativa che i risparmiatori italiani hanno dal 2000 è l’acquisto di oro fino. Nel caso in cui si possiedano lingotti però è necessario preventivare un esborso per conservarli nei caveau autorizzati, come banche e intermediari accreditati. Alcuni investitori lo scelgono perché è esente da IVA, anche se in caso di vendita vengono tassate le plusvalenze da un minimo del 12,5% a un massimo del 25%.
Non dimentichiamoci che l’oro è un mezzo di pagamento garantito a livello internazionale e molte banche centrali lo hanno assunto come riserva valutaria. Un altro fattore da non sottovalutare è la prospettiva di lungo termine: secondo alcune previsioni le riserve mondiali di oro potranno essere sfruttate ancora per 15 anni. Il che ci porta a pensare che il suo valore è destinato a salire ancora, in quanto sarà sempre più raro e prezioso.
 
Gli altri metalli preziosi
Gli indici non si focalizzano soltanto sull’oro, sebbene sia il più importante di questa famiglia. Gli fanno compagnia anche argento, palladio, platino, rame, alluminio, nichel e zinco. I primi tre sono quelli che in genere vengono tenuti maggiormente in considerazione. L’argento, oltre che per scopi di investimento come l’oro, è utilizzato in gioielleria e in industria. In questo ultimo settore con molta probabilità la domanda dei Paesi Emergenti farà la differenza per le sue quotazioni nel 2016.
Per platino e palladio invece il discorso è in parte diverso. Il primo viene richiesto in Asia per la lavorazione di gioielli, ma è nell’industria automobilistica che entrambi hanno il proprio centro gravitazionale. il platino serve per le marmitte dei veicoli diesel, mentre quelle dei veicoli a benzina vengono costruite con il palladio. Ecco allora che l’andamento del comparto automotive diventa spesso determinante per le quotazioni di questi due metalli. Non scordiamoci che, pur essendo stabili nel tempo, si tratta pur sempre di asset che possono essere influenzati da determinati trend, anche se in maniera minore rispetto alle altre famiglie di investimento. Lo status di bene rifugio lasciamolo all’oro.