Il loro nome è Fondi socialmente responsabili (Sri), ma in Italia sono più conosciuti come Fondi “etici”. Un aggettivo che carica la definizione di contenuti extra-finanziari, quali giustizia sociale e sostenibilità ambientale.

 
Che cos'è un fondo etico
In Italia sono arrivati negli anni '90, ma sono ancora poco diffusi rispetto ad altri Paesi. Ma che cosa sono e quali caratteristiche hanno? Per Assogestioni gli Sri possono definirsi tali in base agli asset sui quali investono o in base al processo d'investimento. Sono, infatti, fondi con “una politica di investimento che vieta l’acquisto di un insieme di titoli e/o privilegia l’acquisto di titoli sulla base di criteri diversi dalla sola massimizzazione del rendimento atteso, e/o si attiene a un processo di investimento secondo principi diversi dalla sola massimizzazione del rendimento atteso”.
 
“Socialmente responsabile” può quindi avere un'interpretazione molto vasta. Sia in termini di governance sia in termini di settore d'investimento. Anche perché i criteri da seguire dipendono dalla definizione operativa che il singolo gestore codifica come “etica”.
 
Un prodotto multiforme
In questo range interpretativo così largo, c'è un punto fermo: la definizione di “etica” influenza in modo radicale l'operato del fondo e ne pervade ogni aspetto. Una caratteristica che distingue gli Sri dai fondi solidali, che hanno come unico paletto quello di devolvere una parte dei rendimenti. 
 
Le forme che i Fondi socialmente responsabili possono assumere sono molteplici. Alcuni si appoggiano e replicano un indice etico di riferimento, come il Dow Jones Sustainability Index, il Ftse4Good e, per restare a Piazza Affari, il Ftse Ecpi Italia Sri. Altri dirigono l'investimento verso asset ritenuti “etici” da analisi ad hoc oppure da un proprio comitato interno. E poi ci sono i fondi tematici, che investono in un solo settore. A patto, come sempre, che sia sostenibile.
 
Rendimenti e mercato italiano
Il fatto che ci siano criteri altri rispetto alla massimizzazione del profitto induce spesso a un errore: non è vero che i fondi socialmente responsabili rendono meno. Tutt'altro. La loro ratio è diversa, ma i rendimenti sono interessanti. E il loro appeal cresce. Il settore è in continua espansione dal 1999 (con la sola eccezione del 2008). Secondo la Green Social and Ethical Funds, indagine condotta da Vigeo, tra giugno 2014 e giugno 2015, il numero dei Fondi socialmente responsabili è cresciuto del 26% e gli asset gestiti del 7%.
 
A dominare il mercato europeo è la Francia, che da sola concentra un Sri su quattro e asset per 47 miliardi di euro su 136. Seguono (a distanza) Regno Unito (con 20 miliardi), Svizzera (13 miliardi) e Olanda (12 miliardi ). L’Italia ha 3 miliardi di euro gestiti e diciannove prodotti. Fanno peggio solo Irlanda, Spagna e Danimarca. Un dato che racconta un movimento ancora contenuto. Ma con potenzialità enormi.