Fiducia nel futuro
L’andamento del mercato immobiliare è un chiaro indicatore dello stato di salute dell’economia di un Paese, così come anche quello dei mutui.
Lo scenario in Italia è cambiato, puntare sul mattone come si faceva un tempo è considerato un investimento che non sempre offre ritorni adeguati, ma resta comunque una delle opzioni per alcuni risparmiatori, soprattutto se si sceglie il momento giusto. Diversi analisti sono concordi nel considerare a fine corsa il calo dei prezzi degli immobili, quindi chi vuole farlo dovrebbe sbrigarsi.

Un cauto ottimismo
Gli ultimi dati pubblicati a dicembre dall’Agenzia delle Entrate e dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare parlano di segnali incoraggianti: dopo il +6,8% di compravendite registrate nel secondo trimestre, il terzo ha confermato il trend positivo salendo a +8,8%. Il miglioramento è di tutti i settori e in tutte le aree geografiche della penisola, con il comparto residenziale che sfiora il +11%.

Numeri ancora lontani dai volumi pre-crisi, ma comunque confortanti. Eppure non si può ancora parlare di ripresa stabile, perché già in passato alcuni indizi aprivano alla partenza di un ciclo positivo, ma poi si è capito che si trattava soltanto di rimbalzi tecnici. Ecco perché gli osservatori si dimostrano ancora cauti, nonostante questo trimestre abbia superato in maniera netta le soglie degli equivalenti periodi degli ultimi tre anni.

I mutui raddoppiano
Non abbiamo ancora il dato complessivo, ma nei primi 10 mesi del 2015 i mutui erogati dal sistema bancario alle famiglie italiane per acquistare casa sono incrementati del 94,3% sul 2014, per un totale di oltre 39 miliardi di euro. Lo afferma l’Abi, l’Associazione Bancaria Italiana, che precisa come soltanto il 31% siano surroghe.
Stando ai dati pubblicati dall’osservatorio sui mutui di Mutui.it e Facile.it, tra maggio e ottobre il finanziamento medio è stato di 123.000 euro, l’8% in più di un anno fa. La durata media per i mutui sulla prima casa è di 24 anni e il 65% degli italiani preferisce il tasso fisso. Insomma un quadro che da qualsiasi parte lo si guardi pare effettivamente in miglioramento. Ma solo l’andamento nel prossimo anno ci potrà dire se siamo di fronte a una vera e forte ripresa.